Tratto dallo speciale:

Pensione integrativa: anticipo, riscatto e RITA

di Redazione PMI.it

scritto il

Le forme di flessibilità che offre la previdenza complementare, nel caso in cui si abbia necessità di anticipare il sostegno economico che questo investimento è in grado di offrire.

Con un mercato del lavoro caratterizzato da estrema incertezza e discontinuità e un sistema previdenziale soggetto a continui cambiamenti, che prevedono requisiti sempre più stringenti e metodi di calcolo sempre meno premianti, investire nella previdenza integrativa rappresenta una delle migliori soluzioni per garantirsi un futuro più sereno con una pensione di scorta. Uno dei freni ad una maggiore adesione alla previdenza complementare è dato dalla sensazione che questa rappresenti un investimento troppo rigido, in realtà invece una delle principali caratteristiche della pensione integrativa è proprio la flessibilità.

Anticipo

Se da una parte infatti la previdenza integrativa rappresenta una forma di risparmio di lungo periodo, essendo un investimento che si effettua nel corso della vita lavorativa per coglierne i frutti al momento del pensionamento, dall’altra è bene sottolineare che in caso di necessità è possibile attingere ad una parte della posizione accumulata nel proprio fondo pensione anche in anticipo rispetto al pensionamento vero e proprio.

Riscatto

In caso di bisogno l’aderente alla previdenza integrativa ha la possibilità di riscattare la metà o l’intero capitale accumulato. Ad esempio è possibile scegliere questa opzione in caso di:

  • perdita del lavoro;
  • invalidità permanente che riduca la capacità lavorativa a meno di un terzo;
  • prematura scomparsa dell’aderente (in questo caso la posizione maturata verrà riscattata dagli eredi o dagli altri beneficiari designati).

In fase di adesione al fondo pensione è inoltre possibile tutelarsi con delle coperture assicurative accessorie che garantiscano ad esempio una pensione integrativa reversibile o una rendita LTC (Long Term Care) a tutela della non autosufficienza.

=> Tutti i modi andare in pensione nel 2019

R.I.T.A.

La cosiddetta RITA è la rendita integrativa temporanea anticipata che consente di andare in pensione prima rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, nel caso in cui l’aderente sia inoccupato e manchi no cinque anni alla maturazione dei requisiti per la pensione pubblica. L’anticipo del pensionamento mediante RITA va richiesto al proprio fondo pensione che erogherà questa rendita temporanea per un periodo massimo di cinque anni, accompagnando l’aderente dalla richiesta fino al pensionamento.

La rendita erogata viene ricavata dal capitale accumulato nel fondo pensione e l’aderente può decidere se convertire in RITA solo una parte del capitale accumulato, lasciando così la rimanente parte residua per l’erogazione della pensione integrativa vera e propria.

In caso di bisogno, la RITA consente di anticipare la pensione di ben dieci anni, come requisito viene chiesto all’aderente di trovarsi nei dieci anni dal pensionamento e di essere inoccupato da almeno 24 mesi.

=> Pensione complementare: bastano 100 euro al mese

Agevolazioni fiscali

Va inoltre ricordato che la previdenza integrativa è una forma di risparmio che gode di specifiche agevolazioni fiscali: il totale dei contributi versati al fondo pensione sono deducibili dal reddito complessivo dell’aderente per un importo annuo non superiore a 5.164,57 euro, compreso eventuale contributo del datore di lavoro e versamenti per soggetti a carico.