La pensione complementare (cioè la prestazione finale del fondo pensione) fa cumulo ai fini IRPEF solo se si sceglie di riceverla sotto forma di rendita ma non se si sceglie il riscatto in capitale. È corretto?
L’iscritto ai fondi di previdenza integrativi può scegliere se ricevere la prestazione sotto forma di rendita o di capitale. In entrambi i casi, al trattamento riconosciuto si applica una tassazione separata, con un’aliquota piatta che di base è al 15% ma che diminuisce in funzione dell’anzianità di iscrizione.
Le regole sono esplicitate sul portale della COVIP, l’Istituto di vigilanza sulla previdenza complementare, che riporta delle FAQ (risposte alle domande più frequenti) sull’argomento.
In relazione ai contributi versati dal 2007, la tassazione del 15% si riduce dello 0,30% per ogni anno successivo al 15esimo, fino a un limite massimo di riduzione pari a 6 punti percentuali. Con 35 anni di partecipazione l’aliquota scende quindi al 9%. Lo stesso criterio si applica anche all’ipotesi del riscatto: con l’eccezione di quello motivato dalla perdita del requisito per una serie determinata di cause, in cui l’aliquota è al 23%.
Sui versamenti precedenti al 2007, invece si applica un coefficiente parametrato all’aliquota media IRPEF dei cinque anni precedenti.
Hai una domanda che vorresti fare ai nostri esperti?
Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz