Tratto dallo speciale:

Ferie non godute in scadenza il 30 giugno

di Anna Fabi

4 Giugno 2025 12:15

logo PMI+ logo PMI+
Ferie arretrate in scadenza il 30 giugno 2025: come funziona la decadenza dei giorni di riposo spettanti e non utilizzati.

Conto alla rovescia iniziato per la consueta scadenza delle ferie arretrate per i lavoratori e gli uffici paghe delle aziende: entro il 30 giugno è necessario consumare quelle dell’anno precedente non ancora godute, altrimenti si perdono. I giorni di ferie vanno consumati entro 18 mesi dalla maturazione originaria, altrimenti si azzerano: dunque, entro il 30 giugno 2025 vanno utilizzate tutte le ferie maturate nel 2023 e rimaste inutilizzate. Vediamo di seguito tutte le regole, caso per caso.

Ferie non godute: scadenze e indennità

L’articolo 10 del D.Lgs n. 66/2003, attuativo delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE sull’organizzazione dell’orario di lavoro, prevede per tutti i lavoratori il diritto ad un periodo di ferie annuali retribuite non inferiore ad un minimo di 4 settimane l’anno da utilizzare nel seguente modo:

  • 2 settimane nel corso dell’anno di maturazione;
  • 2 settimane entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Questo significa che entro il 30 giugno dovranno essere godute le ferie maturate due anni fa. E questo principio è valido anche con riferimento al periodo minimo legale, pari a quattro settimane di ferie retribuite.

Quando si possono monetizzare le ferie arretrate

Questo diritto, irrinunciabile e non monetizzabile se non a fine rapporto di lavoro, si perde qualora sia il dipendente a non richiederle nonostante i solleciti del datore di lavoro a farlo. Non solo: se il datore di lavoro invita il dipendente ad utilizzare le ferie ma il lavoratore non ne fruisce, al momento di della cessazione del rapporto di lavoro si può perdere il diritto all’indennità sostitutiva. Principio che si applica sia in caso di occupazione nel settore pubblico (con ulteriori regole) sia in quello privato.