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Cumulo pensione professionisti: chi manca all’appello

di Barbara Weisz

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Quasi tutte le casse previdenziali private hanno firmato le convenzioni con l'INPS per il cumulo pensione professionisti: ecco quali enti mancano ed il caso dei notai e degli agenti di commercio.

Le casse di previdenza dei professionisti, giorno dopo giorno, stanno approvando e pubblicando le convenzioni con l’INPS che fanno partire il cumulo contributi, e in alcuni caso hanno già versato i primi trattamenti di pensione. La Fondazione ENPAM, ad esempio, (ente previdenziale dei medici), a metà aprile ha liquidato la prima pensione in cumulo a un’iscritta che aveva presentata richiesta oltre un anno fa. Un caso pratico che serve a capire come la firma delle convenzioni stia finalmente sbloccando anche le vecchie domande, che erano rimaste ferme in attesa dei provvedimento attuativi.

Le casse che hanno terminato l’iter sono:

  • Enpam (medici)
  • Inarcassa (ingegneri e architetti)
  • Enpav (veterinari)
  • Enpapi (infermieri)
  • Eppi (periti industriali)
  • Cipag (geometri)
  • Enpaf (farmacisti)
  • Enpap (psicologi)
  • Inpgi (giornalisti)
  • Cassa Forense (avvocati)
  • Cassa Ragionieri

Mancano all’appello: Cnpadc (commercialisti), Enpab (biologi), Enpacl (consulenti del lavoro), Enpaia (agricoli), Epap (chimici, geologi, attuari, dottori agronomi e forestali).

Non sembrano intenzionate a sottoscrivere la convenzione la Cassa del Notariato, (che non ha ricevuto alcuna richiesta di pensione in cumulo) e l’Enasarco che rappresenta un caso del tutto particolare. La cassa degli agenti di commercio è integrativa, nel senso che gli iscritti versano anche i contributi alla gestione commercianti dell’INPS. E ha regole che, al momento, sono considerate troppo difficili da armonizzare con quelle dell’INPS (come nel caso della totalizzazione).

Ricordiamo che non è ancora risolto il nodo delle spese relative alla gestione pratiche, che l’INPS vorrebbe ripartire fra gli enti previdenziali interessati mentre le casse professionali sono contrarie, ritenendo che l’onere spetti interamente all’INPS. E’ stata però firmata lo stesso la convenzione fra l’Adepp, che rappresenta le casse professionali, e l’INPS, per cui le pratiche vengono comunque portate avanti.

Nel frattempo sarà una commissione di esperti a risolvere la questione di come ripartire gli oneri.