APE volontario, le prime domande accolte

di Barbara Weisz

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Sono circa 1700 le domande definitiva di APE volontario arrivate all'INPS, in poco più di 1200 hanno chiesto la retroattività, non più disponibile dal 18 aprile: i dati.

Malgrado la scadenza del 18 aprile, non c’è stata la corsa alla domanda di APE volontario: sono poco più di 1700 le richieste arrivate all’INPS, che pure ha spedito oltre 11mila certificazioni del diritto. E sono ancora meno, circa 1200, coloro che hanno chiesto la retroattività avendone i requisiti. I dati sono forniti dall’INPS a pochi giorni dall’apertura della piattaforma per l’inoltro delle domande definitive di APE volontaria (e pensione di vecchiaia), dello scorso 12 aprile.

Per la precisione, nella prima settimana sono state presentate 1736 domande, di cui 1242 con richiesta di retroattività (opzione disponibile fino a oggi 18 aprile, riservata a coloro che hanno maturato i requisiti fra il primo maggio e il 18 ottobre 2017 e sono in possesso della certificazione del diritto).

Al 17 aprile l’INPS comunica che le domande di certificazione del diritto accolte sono 11.249. Non viene specificato quanti di questi assicurati hanno anche il diritto alla retroattività, ma i precedenti dati (comunicati il 9 aprile) vedevano più di 5mila aventi diritto su un totale di quasi 7mila certificazioni. In pratica, una bassa percentuale di aventi diritto, con tutti i documenti in regola per chiedere la retroattività, hanno effettivamente esercitato l’opzione.

Ricordiamo che dal 18 aprile in poi, chi presenta la domanda indipendentemente dal momento in cui ha maturato il requisito non può più chiedere gli arretrati: l’APE decorrerà quindi dal primo giorno del mese successivo alla richiesta.

La domanda di APE Volontario comprende anche la scelta dell’istituto finanziatore e della compagnia assicuratrice che copre il rischio di premorienza, l’istanza di accesso al fondo di garanzia, e la domanda di pensione di vecchiaia. La domanda non è più revocabile, fatto salvo il periodo di 14 giorni in seguito alla presentazione durante il quale si può presentare istanza di recesso.

Nel momento in cui questo periodo trascorre, e il beneficio viene concesso e inizia a essere percepito, il lavoratore non può più cambiare idea, e deve necessariamente andare in pensione alla data di maturazione. Può, eventualmente, interrompere prima l’APE, estinguendo in anticipo il finanziamento.

Non è necessario smettere di lavorare, quindi durante il periodo in cui viene percepito l’APE è possibile proseguire l’attività continuando ad aumentare il montante contributivo, e riducendo, quindi, il peso delle rate di restituzione (l’APE volontario è un anticipo previdenziale, che viene poi restituito con 12 rate annuali per 20 anni trattenute sulla pensione).

L’INPS ricorda infine che sul proprio sito è disponibile il simulatore APE, che consente di calcolare la prestazione a cui si ha diritto e di conoscere le decorrenze: al 17 aprile, risultavano effettuate 216mila simulazioni.