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Pensione complementare: nuove regole UE

di Noemi Ricci

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La norma che attua la direttiva UE sulle pensioni complementare per i cittadini comunitari, agevolando la mobilità dei lavoratori tra Stati membri.

Approvato dal Consiglio dei Ministri, in esame preliminare, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, il decreto legislativo che attua la direttiva 2014/50/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014, relativa ai requisiti minimi per accrescere la mobilità dei lavoratori tra Stati membri migliorando l’acquisizione e la salvaguardia di diritti pensionistici complementari.

Pensioni e mobilità nell’UE

Il decreto si pone lo scopo di adottare misure necessarie a garantire la completa salvaguardia dei diritti pensionistici maturati nel regime pensionistico complementare da parte dei lavoratori che operano in mobilità tra Paesi UE.

Viene quindi adeguato alla normativa europea il periodo minimo di acquisizione dei diritti pensionistici complementari. Viene inoltre confermata l’esclusione nel nostro ordinamento dalla decadenza dei diritti pensionistici complementari: l’iscritto, qualora perda i requisiti di partecipazione al fondo, può richiedere il riscatto della sua intera sua posizione individuale, o il trasferimento ad altro fondo pensione.

La Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP) è chiamata a garantire che gli iscritti attivi ed i loro eredi possano ottenere informazioni circa:

  • le conseguenze della cessazione del rapporto di lavoro sui loro diritti pensionistici complementari;
  • il valore dei loro diritti pensionistici in sospeso, o una valutazione dei diritti pensionistici in sospeso effettuata al massimo nei dodici mesi precedenti la data della richiesta, o informazioni sulle condizioni che disciplinano il trattamento dei diritti pensionistici in sospeso.