Pmi e governance, arriva il "semplificatore" aziendale

di Noemi Ricci

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In tempo di crisi, durante il quale una delle maggiori proccupazioni è la conservazione dei posti di lavoro e le sorti delle piccole e medie imprese, la Camera ha proposto una nuova figura professionale: i “semplificatori“, ovvero un nuovo tipo di manager il cui scopo è di far convivere gestione e innovazione, dando una spinta alla competitività  e all’internazionalizzazione.

La proposta di legge è stata assegnata nei mesi scorsi in sede referente alle Commissioni riunite Finanze e Lavoro. L’idea è di introdurre nelle imprese una nuova figura professionale che usi l’innovazione come modello di gestione, utilizzando strumenti di governance con la finalità  (definita nell’art. 1 della proposta di legge) di dare una spinta alla produttività  e allo sviluppo di una cultura aziendale nelle Pmi.

Soprattutto in vista dell’applicazione delle nuove regole dettate da Basilea 2 si rende necessario “combattere la scarsa capacità  competitiva delle imprese italiane, dovuta soprattutto al basso livello di spesa in innovazione, in ricerca e in sviluppo”.


Ma vediamo in concreto in che cosa consisterà  il ruolo dei semplificatori all’interno delle Pmi. Si tratterà  di figure professionali manageriali assunti con contratto a tempo determinato la cui durata non potrà  però essere inferiore ad un anno. &201; prevista anche l’assunzione con contratto a progetto.

Sono state identificate (art. 2) due tipologie di semplificatori: temporary manager e i consulenti di direzione. Il primo si occuperà  nel periodo di tempo previsto di gestire l’azienda, o anche semplicemente una sua struttura o funzione, il secondo di proporre soluzioni o modelli di sviluppo all’azienda e di assisterla nella loro attuazione.

Ovviamente il semplificatore deve rispondere a determinati requisiti (art. 3), per poter essere assunto con tale ruolo: avere un’esperienza certificata in funzioni professionali di almeno cinque anni, non deve aver avuto rapporti professionali (dipendenza o collaborazione) con l’azienda o con aziende ad essa collegate, né legami familiari con il titolare o i componenti del consiglio di amministrazione dell’azienda.

Le Pmi identificare dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003 sono esentate dal pagamento degli oneri contributivi di qualsiasi natura derivanti dall’assunzione di semplificatore, purchè quest’ultima sia finalizzata all’introduzione o alla realizzazione di processi gestionali innovativi, o al ricambio generazionale (art.4).

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