Pensione precoci, come si calcolano i contributi

di Redazione PMI.it

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I 12 mesi di contributi prima dei 19 anni devono essere da lavoro effettivo, i 41 anni per la pensione anticipata precoci ammettono anche altre tipologie di contributi, i 35 di lavoro effettivo escludono i versamenti figurativi.

I lavoratori che vogliono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi devono rientrare fra i “precoci“, ovvero avere almeno un anno di contributi entro il compimento del 19esimo anno di età. Lo prevede la legge di Bilancio 2018, commi 199-205. La circolare INPS 99/2017 fornisce poi una serie di chiarimenti relativi al rispetto del requisiti.

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Requisito 12 mesi

Innanzitutto, la norma prevede che i 12 mesi di contributi debbano derivare da lavoro effettivo. Sono considerati validi eventuali riscatti di contributi non pagati o di periodi di lavoro all’estero. Sono invece escluse tutte le forme di contribuzione figurativa e gli eventuali contributi da riscatto di laurea. In pratica, come specifica l’INPS, si calcola:

la contribuzione obbligatoria dovuta per i periodi di prestazione effettiva di lavoro.

E’ possibile anche applicare il cumulo tra contributi presso gestioni diverse nel senso che si considera valida la contribuzione versata presso fondi di previdenza diversi da quello che liquiderà la pensione anticipata.

Requisito 41 anni

Il cumulo gratuito applicabile anche per raggiungere i 41 anni di contributi necessari per la pensione anticipata precoci. In questo caso si calcolano anche i contributivi figurativi, o da riscatto, o volontari.

Requisito 35 anni

Un ulteriore requisito è che ci vogliono almeno 35 anni di contributi versati per lavoro effettivo. Questo vuol dire che, nel computo dei 35 anni di versamenti utili per il diritto, restano esclusi  quello figurativi per disoccupazione o malattia.