Carta: stampare in ufficio costa 2 mld alle Pmi!

di Alessandro Vinciarelli

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La dematerializzazione è ancora una chimera nelle aziende italiane: come emerso a margine dell'iniziativa "Non incartiamoci", la carta da stampante costa quasi 2 mld di euro alle Pmi

La digitalizzazione degli archivi cartacei nelle aziende italiane è avviata da tempo, ma la dematerializzazione è ancora lontana, soprattutto nelle Pmi: dipendenti e manager cedono ancora alla tenzazione di una copia cartacea in più, con un conseguente spreco di carta.

A ricordarlo è AIIM (Association for Information and Image Management), che promuove domani 28 ottobre l’iniziativa internazionale Paper Free Day, per celebrare la giornata del risparmio, negli uffici e non solo.

In Italia è la Camera di Commercio di Milano a supportare l’iniziativa, con lo slogan Non incartiamoci: online è disponibile una pagina ad hoc per seguire il count down fino al 28 ottobre e raccogliere suggerimenti su come risparmiare carta negli uffici.

Una ricerca basata sui dati Registro Imprese e Ceris-CNR calcola infatti che la spesa in carta delle Pmi italiane si aggiri intorno ai due miliardi di euro l’anno (1,7 mld), per 239 miliardi di fogli! Cifre sproporzionate rispetto all’effettivo beneficio che si ottiene dalla stampa di tutti i documenti. Di fatto, risparmiare sulla carta non significa solo rispettare l’ambiente ma anche ridurre i costi tangibili di un’impresa.

A consumare carta sono soprattutto le piccole e medie imprese della provincia di Roma (108 mln di euro l’anno), seguite dalle Pmi di Milano (96 mln di euro), Napoli (76) e di Torino (69 mln di euro).

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