Green Economy: Clini, in arrivo 60mila posti di lavoro

di Francesca Vinciarelli

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Credito d'imposta sui costi salariali per assunzioni a tempo indeterminato di 60mila giovani under 35 nella Green Economy: il provvedimento trasmesso al CdM dal ministro Corrado Clini.

Focus sui giovani per il Governo Monti: per incrementare l’occupazione giovanile il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha proposto agevolazioni per le imprese per assunzione di lavoratori under 35 nei settori avanzati della green economy.

L’incentivo fiscale si tradurrebbe in un credito di imposta (40% dei costi salariali a carico dell’impresa per singolo addetto), concesso alle aziende attive per l’assunzione a tempo indeterminato di almeno 60 mila giovani.

Maggiormente inacetivate le assunzioni a tempo indeterminato di giovani di età inferiore ai 28 anni, ai quali è destinata una riserva del 30%.

La misura è stata annunciata da Clini nel corso della conferenza del PD sull’economia verde: il ministro l’avrebbe già inserita in un provvedimento trasmesso al Consiglio dei Ministri.

Le  imprese beneficiarie potranno essere quelle attive nei settori: protezione del territorio; prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; ricerca, sviluppo e produzione di biocarburanti di seconda e terza  generazione; ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie innovative nel solare Fotovoltaico, solare a concentrazione, solare termodinamico e geotermia.

Come per le altre iniziative volte a promuovere le assunzioni, è richiesto alle aziende un aumento nel numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato, rispetto alla media totale degli ultimi 12 mesi.

All’iniziativa Clini ha destinato 360 milioni di euro negli anni 2013, 2014, 2015 ricavandoli dalla rimodulazione di risorse disponibili e non impiegate. Un costo che secondo il ministro verrà compensato nel breve-medio periodo, generando al contempo effetti positivi sulla finanza pubblica.

Secondo i calcoli del Ministero, anche se nei primi due anni le casse dello Stato  otterrebbero un saldo negativo (-100milioni di euro l’anno), dal terzo anno in poi il saldo salirebbe a +420milioni di euro l’anno, azzerando di fatto l’esborso complessivo della misura.

Insomma un circolo virtuoso che dovrebbe essere replicato anche con altre misure analoghe finalizzate alla crescita ed alla competitività dell’economia italiana.

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