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I comuni virtuosi provano la Nissan LEAF

di Sergio Ferraris

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Anche i piccoli centri possono beneficiare dei vantaggi della Nissan LEAF. Due comuni virtuosi la stanno provando da alcuni mesi, con buoni risultati.

In Italia diversi comuni stanno sperimentando la sostenibilità a 360 gradi, nonostante la difficile congiuntura e il Patto di Stabilità. Si tratta dell’Associazione dei Comuni virtuosi, una rete composta da oltre settanta enti locali della Penisola in cui welfare, sostenibilità e nuovi strumenti finanziari etici vengono messi alla “prova dei fatti” e della fattibilità. Da quest’esperienza emergono buone pratiche replicabili e da cui non sfugge la mobilità sostenibile, che trova nella nuova Nissan LEAF 2013 un ottimo banco di prova.

Mobilità virtuosa

Per testare sul campo l’auto elettrica anche lontano dalle grandi metropoli, Nissan ha offerto in uso gratuito la nuova LEAF a due comuni dell’Associazione, Melpignano in Provincia di Lecce e Traversetolo in Provincia di Parma, entrambi piccoli centri sotto i 10mila abitanti. Obiettivo, verificare presso le piccole amministrazioni la validità della mobilità elettrica, anche in vista di un cambio di paradigma nei trasporti. I comuni minori, infatti, non sono esenti da problematiche ambientali poiché spesso subiscono l’inquinamento delle “aree vaste” come la Pianura Padana.

Nissan LEAF alla prova

La LEAF è stata utilizzata per «il disbrigo delle pratiche che gli uffici comunali sono tenuti a effettuare presso i vari Enti pubblici nell’assolvere i loro compiti di istituto», spiega  un report sull’utilizzo della Nissan LEAF, del Comune di Traversetolo: in pratica, viene utilizzata dal personale tecnico per sopralluoghi e disbrigo pratiche presso i diversi enti, dagli amministratori per visite istituzionali presso la sede dell’amministrazione provinciale o dei comuni limitrofi.

Vantaggi

Sarà interessante vedere come la Pubblica Amministrazione utilizzerà i sistemi telematici quali Carwings  –  il sistema con cui la LEAF è “always on”, in grado d’orientare il guidatore al più vicino punto di ricarica lungo il percorso e di avvertirlo della necessità di ricarica indicandogli la colonnina più vicina al tragitto – nell’utilizzo quotidiano, per programmare i futuri punti di ricarica elettrica (oggetto di studio da parte di decisori e compagnie attive nella distribuzione elettrica).Intanto, a Traversetolo la Nissan LEAF ha sostituito un fuoristrada di media cilindrata dal consumo reale di circa un litro di gasolio per 9,5 chilometri e 174 grammi di CO2 emessi sempre per chilometro, con benefici evidenti sul fronte ambientale, visto che la LEAF ha emissioni molto inferiori. Si riducono, infatti, dell’80% le polveri sottili, – in pratica tutte quelle emesse dalla combustione del motore endotermico, visto che il restante 20% è dovuto all’attrito da rotolamento e alle frenate – del 100% gli NOx e di una percentuale tra il 40 e il 100% la CO2 a seconda di come è prodotta l’elettricità utilizzata per la ricarica. In pratica se si ricarica la Nissan LEAF con fonti rinnovabili la CO2 emessa è pari a zero, mentre sale a seconda del mix energetico.

Piccoli e intelligenti

I piccoli comuni potrebbero facilmente far funzionare la Nissan LEAF a “zero emissioni” con le Rinnovabili visto che spesso hanno aree di territorio a disposizione, spesso da bonificare o riqualificare, sulle quali potrebbero essere sistemati impianti a fonti verdi per ricaricare le flotte elettriche o le autovetture dei cittadini, realizzando così un pezzo importante delle città intelligenti del prossimo futuro. Durante i primi due mesi di utilizzo a Traversolo la LEAF ha percorso circa 1.323 km, una media di circa 560 km/mese, risparmiando i 139 litri di gasolio che si sarebbero consumati con il veicolo precedente.