Sostituire la caldaia a gas con una pompa di calore è una scelta sempre più frequente, ma la domanda resta la stessa: il risparmio è reale o solo teorico? Il confronto tra sistemi di riscaldamento va fatto considerando consumi effettivi, costi dell’energia, rendimento dell’impianto e investimento iniziale. La risposta non sempre è ovvia, e non sempre le soluzioni più moderne sono quelle più adatte: tutto sta nell’equilibrio tra fabbisogno dell’abitazione e prezzo delle fonti energetiche.
Pompa di calore o caldaia a gas, quale conviene in bolletta
Una pompa di calore aria-acqua utilizza energia elettrica per produrre calore con un rendimento superiore rispetto alla combustione del gas. Il parametro chiave è il COP, ovvero il coefficiente di prestazione: un COP tra 4 e 5 significa che per ogni kWh elettrico consumato vengono generati 4-5 kWh termici.
La caldaia a condensazione, pur essendo più efficiente rispetto ai modelli tradizionali, resta legata al consumo di gas metano e ai relativi costi fissi, accise e oneri di sistema (peraltro esclusa dalle detrazioni fiscali).
Esempio pratico di confronto tra pompa di calore e caldaia a condensazione
Per comprendere l’impatto reale sulla spesa annuale, Adiconsum ha analizzato il caso concreto di un appartamento di circa 85 mq, privo di cappotto termico e senza impianto fotovoltaico.
Ecco i dati chiave per una pompa di calore aria-acqua e boiler integrato:
- 1.356 kWh annui per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria;
- spesa complessiva di 393 euro, calcolata su un prezzo medio di 0,29 €/kWh;
- rendimento medio stimato tra 4 e 5.
Simulando lo stesso fabbisogno con un sistema composto da caldaia a gas e tre condizionatori split:
- 150 Smc di gas per riscaldamento e ACS, pari a 650 euro;
- 450 kWh per raffrescamento, pari a 130,5 euro;
- spesa complessiva di 780,5 euro.
La differenza supera i 380 euro annui a favore della pompa di calore.
Consumi inferiori e risparmi anche senza fotovoltaico
I dati mostrano che anche in assenza di impianto fotovoltaico e di isolamento avanzato, una pompa di calore correttamente dimensionata può mantenere consumi elettrici intorno a 1.300-1.600 kWh annui per un’abitazione di media metratura. Il risultato dipende da:
- zona climatica;
- qualità degli infissi;
- impianto di distribuzione del calore;
- regolazione e manutenzione;
- tariffa elettrica applicata.
Costi/benefici, pompa di calore batte caldaia 1 – 0
Nel caso analizzato, l’installazione della pompa di calore ha comportato un esborso iniziale superiore di circa 1.000 euro rispetto alla sostituzione con una nuova caldaia a condensazione, considerando anche gli incentivi disponibili al momento dell’intervento.
Con un risparmio medio annuo compreso tra 240 e 390 euro, il tempo di rientro dell’investimento si colloca intorno ai tre anni.
Quando la pompa di calore non garantisce risparmio
Il vantaggio economico non è comunque automatico. Un dimensionamento errato o un’abitazione con dispersioni elevate possono ridurre il COP anche del 30-40%, aumentando i consumi elettrici.
Prima della sostituzione è necessario valutare il fabbisogno energetico reale e verificare la compatibilità dell’impianto esistente. Il confronto tra pompa di calore e caldaia a gas resta quindi una scelta tecnica prima ancora che economica.