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Caldaie a gas e incentivi per pompe di calore: cambia ancora il Regolamento UE

di Anna Fabi

3 Dicembre 2025 13:07

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Revisione del Regolamento UE Ecodesign: ammesse le caldaie a gas ammesse ma resta lo stop agli incentivi: il coordinamento con la direttiva Case Green.

La Commissione Europea ha pubblicato la bozza di revisione del Regolamento UE “Ecodesign” (Reg. 813/2013), con le regole sull’efficienza energetica degli apparecchi di riscaldamento. La consultazione pubblica, aperta fino al prossimo 23 gennaio 2026, conferma da un lato il divieto agli incentivi per le caldaie standalone ma dall’altro consente che le caldaie a gas e a gasolio rimangano sul mercato anche dopo il 2029 pur senza incentivi pubblici per l’acquisto.

Il chiarimento arriva in un contesto già complesso per gli Stati Membri, Italia inclusa, chiamati a rispettare la direttiva “Case Green”, che vieta espressamente l’erogazione di bonus per le caldaie a combustibili fossili . La Commissione Ue ha infatti chiesto chiarimenti a Roma per la mancata eliminazione di alcuni strumenti incentivanti (previsti dal Conto Termico) e non è esclusa l’apertura di una procedura di infrazione.

Standard Ecodesign senza limite del 115% di efficienza

La prima bozza diffusa nel 2023 prevedeva un criterio di efficienza al 115%, che avrebbe escluso dal mercato le caldaie tradizionali a gas e gasolio a partire dal 2029. La nuova versione rimuove quel limite e introduce parametri più aderenti allo stato delle tecnologie attualmente disponibili, consentendo dunque la permanenza in commercio delle caldaie a condensazione. Resta però il divieto di incentivi pubblici, limitati ai microgeneratori (anche a gas, ai generatori a biomassa ed ai sistemi ibridi (pompa di calore integrata in una caldaia a condensazione) assemblati in fabbrica e funzionanti in abbinamento tra loro.

Etichette energetiche: incentivi per caldaie in classe B e C

La bozza introduce anche una nuova etichettatura energetica europea, con una scala da A a G simile a quella degli edifici. Le caldaie a gas e gasolio dovrebbero rientrare in classe F, mentre solo gli apparecchi di classe B e C potranno accedere agli incentivi pubblici. La classe A rimane “vuota” per ora, riservata a tecnologie future con prestazioni ancora più elevate. Questo criterio rafforza gli obiettivi della direttiva “Case Green”, che già aveva vietato gli incentivi per le caldaie standalone a combustibili fossili a partire dal 2025. Proprio la mancata eliminazione degli ultimi residui incentivi pubblici, principalmente destinati ad alcune tipologie di edifici pubblici, è uno dei nodi contestati a Roma dalla Commissione europea.

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Mercato e consumatori in attesa di certezze

L’annuncio della Commissione UE è stato accolto positivamente dai produttori. «La precedente versione era insostenibile per gran parte del settore – osserva Giuseppe Lorubio, presidente Assotermica –. La revisione apre un quadro più realistico, ma ancora poco chiaro per le imprese». Tuttavia si segnala una forte incertezza regolatoria. Come sottolinea Simone Bettini, presidente Federmeccanica, «le imprese hanno bisogno di regole stabili, obiettivi chiari e tempi certi per programmare gli investimenti». Le associazioni di categoria chiedono adesso più coerenza tra Ecodesign, direttiva Case Green e piani nazionali di decarbonizzazione.

L’ammorbidimento della bozza rischia peraltro di frenare la diffusione delle pompe di calore, tecnologia su cui Bruxelles punta per ridurre l’uso di combustibili fossili nel riscaldamento domestico. Secondo l’European Heat Pump Market Report 2025, nel 2024 il settore ha registrato un calo medio del 22% nelle vendite nell’UE. L’Italia resta il secondo mercato europeo per pompe di calore, ma la revisione della normativa potrebbe ostacolare nuovi investimenti. Aira Italia segnala che «una fase di incertezza regolatoria rischia di scoraggiare le famiglie e bloccare la transizione verso soluzioni elettriche più efficienti».

La consultazione sulla bozza del regolamento è aperta a cittadini, imprese e associazioni fino al 23 gennaio 2026. Il testo finale sarà adottato dalla Commissione e sarà vincolante per tutti gli Stati membri, con tempi di attuazione coordinati con la direttiva Case Green.