Credito e lavoro: niente prestiti ai precari

di Noemi Ricci

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Resta difficile l'accesso al credito dei lavoratori precari: l'indagine che svela gli effetti della rigidità delle condizioni bancarie.

Nonostante il mercato del lavoro sia profondamente cambiato negli ultimi anni, diventando sempre più orientato alla “flessibilità”, le regole dell’accesso al credito non cambiano: niente prestiti senza un lavoro fisso. Una delle ultime indagini Adnkronos conferma la rigidità delle condizioni imposte dagli istituti bancari necessarie per ottenere un prestito, un finanziamento o un mutuo. Risultato? L’accesso al credito resta difficile per i precari, tanto che 7 giovani senza lavoro stabile su 10 si sono visti negare il prestito.

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Garanzie

Una situazione difficile per tutti i giovani presenti su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dal motivo per cui viene richiesto il finanziamento: acquistare una macchina, aprire un’attività, comprare un’immobile e così via. Nella migliore delle ipotesi si riesce ad ottenere il credito grazie alla garanzia offerta da un genitore o un parente con una situazione stabile.

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Condizioni sfavorevoli

Da sottolineare però che ai fortunati casi in cui la richiesta va a buon fine senza il ricorso ad un garante, le banche e le finanziarie offrono prodotti ad hoc che presentano condizioni decisamente più sfavorevoli rispetto a quelle proposte a chi ha un contratto a tempo indeterminato, in termini di:

  • tetto del finanziamento;
  • tasso di interesse;
  • durata della rate.