Abi: la crisi non frena il credito bancario alle Pmi

di Noemi Ricci

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La difficile congiuntura economica non ha intaccato la capacità delle banche di concedere credito alle imprese, soprattutto se di piccole e medie dimensioni. Lo rivela una studio dell'Osservatorio permanente dell'Abi

Il credito alle imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, non ha risentito degli effetti negativi della crisi economica che ha investito negli ultimi anni l’economia globale, almeno stando a quanto rivelato dal Report di luglio 2010 dell’Osservatorio permanente dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) su banche e imprese.

Le banche, nonostante il periodo di difficoltà, hanno continuato a destinare livelli adeguati di credito alle Pmi, arrivando a fine maggio 2010 ad un aumento del +2,5% degli impieghi in Italia, contro una media dell’area dell’euro del +1,1%.

Di questi, il 62,3% è relativo ad imprese non finanziarie, percentuale molto superiore al 48,4% registrato nel resto d’Europa.

Analizzando l’andamento dei finanziamenti alle imprese su base annua, l’Osservatorio ha evidenziato per il mese di maggio 2010 un calo del -1,5%, comunque in miglioramento rispetto al -3,1% del mese di gennaio dello stesso anno e alla media europea del -3%.

Prendendo in considerazione solo le imprese individuali, la variazione tendenziale dei finanziamenti è risultata in aumento del +1,5%. Per quelle di piccole dimensioni la flessione è stata più contenuta rispetto a quelle medio-grandi, ad aprile infatti si registrava il -1,1% per le prime contro il -5% delle altre.

Oltre metà del totale dei prestiti alle imprese è andato alle Pmi con un fatturato massimo di 50 milioni di euro, e oltre due terzi sono andati a imprese con fatturato fino a 250 milioni.