Start-up: 50mila euro per l’avvio d’impresa

di Francesca Vinciarelli

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In Italia il costo medio di avvio di una start-up è tra i più alti al mondo e sempre più spesso gli imprenditori sperimentano canali di accesso al credito alternativi alle banche: il rapporto Global Entrepreneurship Monitor.

Secondo l’ultimo Rapporto del Global Entrepreneurship Monitor, in Italia servono circa 50mila euro (55.511 dollari) per avviare un’impresa (start-up) e mentre cresce la voglia di fare impresa tra i giovani (31mila nuove imprese condotte da giovani con meno di 35 anni e iscritte alle Camere di Commercio nel secondo trimestre del 2016), le difficoltà di accesso al credito mediante i classici canali bancari spinge i nuovi imprenditori sperimentare canali alternativi per raccogliere i fondi.

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Il Rapporto GEM sulla finanza imprenditoriale ha analizzato modelli di finanziamenti di nuovi business in tutto il globo: in media nel mondo, nel 2015, bastavano 13mila dollari per aprire un’impresa. Dieci anni fa, nel 2006, servivano ben 65mila dollari per avviare una start-up, nel 2004 54 mila.

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In generale, in tutto il mondo, uno degli effetti della crisi economica globale è il fatto che la maggior parte degli imprenditori (95%) oggi investa i propri risparmi personali per avviare un’impresa. Dal punto di vista delle risorse necessarie per finanziare l’avvio d’impresa nel nostro Paese, secondo il Report:

  • il 30% dei nuovi imprenditori italiani chiede aiuto alla famiglia per finanziare l’avvio della propria attività;
  • le banche restano le principali fonti di finanziamento;
  • gli imprenditori sperimentano sempre più spesso canali alternativi quali il lending crowdfunding, l’equity crowdfunding, la microfinanza e le cooperative di comunità.

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