Decreto Aiuti ter: le misure per il lavoro e le imprese

di Alessandra Gualtieri

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Sintesi delle misure per il sistema produttivo ed il mercato del lavoro contenute nel Decreto Aiuti ter per far fronte al caro bollette.

Il Decreto Aiuti ter proroga ed estende le misure a sostegno del sistema produttivo, per contrastare l’aumento dei costi energetici e contenere gli effetti a catena sulle casse delle imprese, già messe a dura prova dall’aumento dell’inflazione.

Misure per il caro energia delle imprese

  • garanzia statale gratuita sui prestiti alle imprese in crisi di liquidità per il caro bollette,
  • credito d’imposta nei mesi di ottobre e novembre, con aliquota al 40% per energivori e al 30% per imprese con potenza impegnata da 4,5 kw, così da estendere i benefici alle attività produttive e commerciali non classificate come energivore ed agli impianti di risalita,
  • proroga rimborsi per crediti non spettanti in ambito Ricerca e Sviluppo, dal 30 settembre al 31 ottobre.

Previsto anche un contributo straordinario per gli enti del Terzo Settore pari al 25% della spesa per le bollette relativi ai consumi effettivi dell’intero 2022 per gas ed energia per usi diversi da quelli termoelettrici. Una norma inserita nel DL Aiuti ter prevede il supporto per le bollette degli enti del Terzo settore e degli enti religiosi civilmente riconosciuti che gestiscono servizi per la disabilità (servizi sociosanitari e sociali in regime residenziale e semiresidenziale per disabili) se hanno subito un aumento dei costi energetici superiore al 30% nel terzo e quarto trimestre.

Per il caro-bollette di cinema e teatri sono invece stanziati 40 milioni, con tax credit da disciplinare in base ad un prossimo DM Cultura. Sono infine stati stanziati circa 190 milioni per il sostegno alle aziende agricole,  per la riduzione dei costi del gasolio agricolo, dei trasporti e dell’alimentazione delle serre.

Misure per la tutela del lavoro

Sulle delocalizzazioni è previsto un rafforzamento degli strumenti già utilizzati dal Governo, con una modifica della norma previgente che comporta la revoca per le aziende di ogni beneficio statale ricevuto in caso di delocalizzazione che comporti il 40% di licenziamenti dei dipendenti. Inoltre, il contributo da pagare in caso di mancata sottoscrizione del piano per limitare le ricadute occupazionali ed economiche è innalzato del 500%.

Il Consiglio dei Ministri ha anche approvato due schemi di decreti delegati sulla concorrenza: riforma dei servizi pubblici locali e mappatura delle concessioni pubbliche, balneari compresi.