Bonus prima casa per residenti all’estero: regole e limiti

di Redazione PMI.it

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L’Agenzia delle Entrate chiarisce il trattamento fiscale riservato ai cittadini iscritti all’AIRE in merito all’accesso alle agevolazioni prima casa.

Anche i cittadini italiani residenti all’estero possono accedere alle agevolazioni prima casa. A precisare regole e limiti per gli iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) è l’Agenzia delle Entrate, che con la risposta n. 751/2021 pubblicata il 28 ottobre chiarisce alcuni dubbi inerenti all’applicazione del regime fiscale.

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IVA ridotta per residenti all’estero

Rispondendo alle richieste di un cittadino italiano residente a Londra intenzionato ad acquistare un immobile di nuova costruzione da concedere in comodato gratuito alla madre, l’Agenzia delle Entrate sottolinea come la residenza all’estero non escluda l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 4%. Questa agevolazione è quindi valida anche se il cittadino emigrato acquista l’immobile senza spostarsi stabilmente in Italia, tuttavia la stessa abitazione deve essere la sua dimora principale nei periodi trascorsi sul territorio.

Plusvalenza in caso di rivendita

Un altro dubbio avanzato dallo stesso acquirente riguarda l’eventuale rivendita dell’abitazione entro cinque anni senza acquisto di altro immobile, in virtù della residenza fuori dai confini nazionali. L’Agenzia delle Entrate interviene anche a questo proposito, per chiarire se la plusvalenza derivata dalla rivendita senza riacquisto entro questo lasso di tempo generi o meno una plusvalenza tassabile:

La non tassabilità delle plusvalenze derivanti da cessioni intervenute entro il quinquennio tra la data di acquisto e di cessione è condizionata alla circostanza che l’immobile per la maggior parte di detto periodo sia stato adibito ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.