Smart&Start 2020, domande al via

di Redazione PMI.it

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Dal 20 gennaio domanda di incentivi Smart&Start 2020, per startup innovative, anche da costituirsi: regole, tempistiche e spese agevolabili.

Conto alla rovescia per Smart&Start 2020: dal 20 gennaio le startup innovative possono inviare domanda di finanziamento agevolato all’80% rispetto ad un piano d’impresa il cui valore rientri nel range 100mila – 1,5 milioni di euro.

La domanda si presenta a Invitalia, utilizzando moduli e procedure presenti sul sito. La modulistica viaria per startup già costituite o in via di costituzione. In tutti i casi, però, la domanda va firmata digitalmente e corredata della documentazione richiesta.

La procedura online consente di allegare il piano d’impresa, che contiene: dati anagrafici e profilo del soggetto proponente, descrizione dell’attività proposta, descrizione delle eventuali collaborazioni in essere o previste con organismi di ricerca e incubatori e acceleratori d’impresa, con specificazione delle esigenze sottese alla necessità delle predette collaborazioni, descrizione dei criteri di quantificazione delle esigenze di capitale circolante, analisi del mercato e relative strategie, aspetti tecnici, aspetti economico-finanziari, una presentazione libera (pitch) del progetto in formato .ppt (max. 15 diapositive).

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Le domande vengono sottoposte a istruttoria, Invitalia adotta la delibera di ammissione o di non ammissione alle agevolazioni e ne dà comunicazione all’impresa. Sarà uno specifico contratto di finanziamento a individuare le caratteristiche del progetto finanziato, le spese ammesse, la forma e l’ammontare delle agevolazioni, i tempi e le modalità di erogazione, gli obblighi e i motivi di revoca.

Le istruzioni sono contenute nella Circolare n. 439196 del 16 dicembre 2019 del MiSE.

I finanziamenti Smart e Start, lo ricordiamo, si rivolgono alle startup innovative, costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda e classificabili di piccola dimensione. Ammesse anche le persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa, la costituzione della società deve intervenire entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Accesso anche alle imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede operativa sul territorio italiano.

Il piano d’impresa deve avere significativo contenuto tecnologico e innovativo, oppure prevedere sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things, o ancora valorizzare i risultati del sistema della ricerca pubblica e privata (spin off da ricerca). Deve essere di importo compreso tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro, ci sono specifiche spese ammissibili (impianti, attività, ricerca, servizi, personale).

Il finanziamento è senza interessi, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili, che sale al 90% se la startup è interamente costituita da donne e/o da giovani di età non superiore a 35 anni, oppure preveda la presenza di almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca (o equivalente) conseguito da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio. Ha durata massima di 10 anni. Per le startup innovative con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il finanziamento è restituito in misura parziale, per un ammontare pari al 70%.

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Le sole startup innovative costituite da non più di 12 mesi possono usufruire di servizi di tutoraggio tecnico-gestionale identificati in base alle caratteristiche delle startup, pari a 15mila euro per le startup delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e a 7.500 euro nel restante territorio nazionale.

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