Credito PMI: verso la Banca per gli Investimenti

di Barbara Weisz

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Il programma di Governo prevede la creazione di una banca per gli investimenti per una politica industriale orientata alla crescita delle imprese e all'innovazione.

In base al programma di governo M5S Lega, il sostegno al sistema produttivo e alle PMI passerà dalla creazione di una Banca degli Investimenti. Un istituto a gestione pubblica che collabori con il sistema bancario per far affluire liquidità alle imprese, offrire servizi per l’export, la finanza di progetto e l’innovazione.  Secondo le intenzioni, agirebbe sotto il controllo dei Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico, con la garanzia diretta dello Stato.

I compiti fondamentali

Per istituire la Banca degli Investimenti serveun’apposita legge. I suoi compiti primari sarebbero:

  • cabina di regia sulla gestione degli strumenti di politica industriale, del credito e dell’innovazione,
  • efficiente allocazione delle risorse finanziarie previste da strumenti nazionali e locali,
  • attività di secondo livello per le piccole e medie imprese agendo in cofinanziamento con il sistema bancario, soprattutto con le banche di medie e piccole dimensioni radicate sul territorio,
  • finanziamento di iniziative di interesse pubblico e strategico nazionale, export e project finance in concorrenza con altri player di mercato,
  • credito alle imprese italiane che operano nei Paesi in via di sviluppo come investimento ad utilità differita per acquisire posizioni di vantaggio su mercati emergenti,
  • innovazione con il fine di perseguire le politiche di indirizzo del ministero dell’Economia e delle finanze.

Al nuovo istituto andrebbe anche la gestione del Fondo di Garanzia per le PMI, con l’obiettivo di favorire il risparmio patrimoniale necessario al rispetto dei requisiti sempre più stringenti derivanti dalle normative internazionali sul credito di prossima introduzione.

Il programma di Governo prevede una serie di altri strumenti a sostegno del sistema delle imprese: semplificazioni, detassazione, riduzione del cuneo fiscale, politiche specifiche per settori strategici come l’agricoltura, ambiente e green economy, cultura e turismo.

Sul fronte delle politiche economiche, pressing sulla Commissione Ue per attuare lo scorporo degli investimenti pubblici produttivi dal deficit corrente in bilancio.