L’intelligenza artificiale offre alle PMI nuove possibilità di automatizzare le attività, utilizzare meglio i dati e aumentare la produttività. La capacità di trasformare queste opportunità in risultati dipende però dall’integrazione dei software gestionali, dalle competenze del personale e dalle scelte di investimento. È su queste sfide che si concentrerà il panel Digitalizzazione de Il Valore dell’Impresa 2026, l’evento organizzato da PMI.it e Wall Street Italia il 3 novembre a Milano.
La registrazione è disponibile sulla pagina ufficiale dell’evento, in programma presso il Centro Congressi (Sala Falck) in Via Chiaravalle 8.
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In sintesi:
- secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, nella ricerca 2025-2026 il 76% delle PMI italiane non ha investito né prevede investimenti nell’intelligenza artificiale;
- l’Istat, nell’indagine Imprese e ICT – Anno 2025, rileva che il 48,8% delle PMI utilizza sistemi gestionali ERP, mentre il 21,1% adotta software CRM;
- la ricerca 2025-2026 del Politecnico di Milano evidenzia che soltanto il 7% delle PMI ha avviato programmi strutturati di formazione sull’AI.
Intelligenza artificiale nelle PMI: investimenti ancora limitati
La diffusione dell’AI nelle PMI italiane procede a velocità diverse. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, il 24% delle aziende ha già investito o prevede di investire nell’intelligenza artificiale, mentre la maggioranza non ha ancora inserito questa tecnologia nei propri programmi di investimento.
La ricerca, presentata nel maggio 2026, fotografa anche una forte polarizzazione nella spesa digitale. Il 24% delle PMI investe intensamente in tutte le aree aziendali, mentre un ulteriore 27% concentra le risorse su alcune funzioni prioritarie. Le altre imprese investono poco, considerano marginale la digitalizzazione oppure rinunciano del tutto agli investimenti.
La distanza riguarda anche gli utilizzi dell’AI. Le applicazioni generative permettono di produrre documenti, analizzare informazioni e assistere il personale nelle attività quotidiane. L’integrazione nei processi aziendali richiede invece che questi strumenti possano utilizzare informazioni affidabili e dialogare con i sistemi già adottati dall’impresa.
È una differenza che incide sulla capacità di ottenere benefici misurabili. Un’applicazione isolata può accelerare un’attività individuale; l’automazione di un processo che coinvolge più reparti richiede una revisione delle procedure e delle responsabilità.
Gestionali e dati aziendali: il divario tra PMI e grandi imprese
I software gestionali rappresentano una componente centrale della digitalizzazione, perché permettono di condividere informazioni tra amministrazione, produzione, magazzino e vendite. Secondo l’indagine Istat Imprese e ICT – Anno 2025, il loro utilizzo è aumentato nelle imprese italiane con almeno dieci addetti, raggiungendo il 56%.
Il divario dimensionale rimane ampio. Tra le grandi imprese l’adozione di sistemi ERP raggiunge l’85,9%, mentre i software CRM sono utilizzati dal 56,5%. Anche nell’analisi dei dati la distanza è evidente: il 41,9% delle PMI svolge queste attività, contro l’83,6% delle grandi aziende.
La disponibilità di un sistema gestionale ERP può offrire una base per introdurre funzionalità di intelligenza artificiale nelle attività amministrative, nel controllo di gestione e nella pianificazione. L’efficacia dipende dalla qualità delle informazioni raccolte e dal grado di integrazione tra le applicazioni.
Per una PMI, l’adozione di un nuovo software deve quindi rispondere a esigenze aziendali riconoscibili: ridurre gli inserimenti ripetuti, migliorare l’aggiornamento dei dati, controllare i tempi di lavorazione e rendere più tempestive le decisioni.
Produttività e competenze digitali, le condizioni per crescere
La produttività delle PMI dipende anche dalla capacità di organizzare il lavoro attorno alle nuove tecnologie. Nel Rapporto annuale 2026, l’Istat rileva una relazione positiva tra capitale umano qualificato, digitalizzazione e propensione all’innovazione, in un sistema economico nazionale caratterizzato da una prolungata stagnazione della produttività.
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale richiede quindi competenze che comprendono la gestione dei dati, la conoscenza dei processi e la valutazione dei risultati. L’indagine Istat 2025 segnala che, tra le imprese che hanno considerato l’adozione dell’AI senza realizzarla, il 58,6% indica come ostacolo la carenza di competenze adeguate e il 45,2% la disponibilità o la qualità insufficiente dei dati.
Il problema riguarda anche la formazione aziendale. Secondo il Politecnico di Milano, soltanto il 40% delle PMI predispone periodicamente piani formativi per il personale, escludendo la formazione obbligatoria. Il rischio è introdurre strumenti sempre più avanzati senza preparare le persone a utilizzarli con continuità.
Per valutare i risultati degli investimenti digitali, le imprese possono partire dai processi che assorbono tempo e risorse, individuando gli indicatori da misurare prima e dopo l’introduzione delle nuove soluzioni:
| Processo aziendale | Indicatore di produttività da monitorare |
|---|---|
| Amministrazione e contabilità | Tempo necessario per registrazioni, riconciliazioni e correzione degli errori |
| Vendite e gestione clienti | Tempo di risposta alle richieste commerciali e aggiornamento delle informazioni nel CRM |
| Magazzino e gestione ordini | Tempo di evasione, rettifiche delle giacenze e frequenza degli errori |
| Analisi e controllo di gestione | Tempo di preparazione dei report e disponibilità dei dati aggiornati per le decisioni |
Questo confronto permette di collegare la spesa tecnologica ai risultati aziendali, valutando dove l’automazione possa liberare risorse e dove sia necessario intervenire prima sull’organizzazione del lavoro.
Il panel Digitalizzazione del 3 novembre
Il panel Digitalizzazione de Il Valore dell’Impresa 2026 affronterà le opportunità dell’intelligenza artificiale e dei software gestionali per la crescita delle PMI, mettendo a confronto le applicazioni aziendali, l’evoluzione del lavoro e i risultati della ricerca sull’innovazione.
Il programma prevede un approfondimento sulle soluzioni gestionali per le piccole e medie imprese, una riflessione sull’impatto dell’AI nel mondo del lavoro e dei dati aggiornati sulle principali trasformazioni e le condizioni necessarie a sostenerle. Il confronto offrirà a imprenditori e manager l’occasione di approfondire le decisioni che accompagnano gli investimenti in digitalizzazione, dalla scelta delle applicazioni alla formazione delle persone, fino alla misurazione dei risultati.
Milano – 3 Novembre
Il Valore dell’Impresa 2026
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