Se si pensa di chiudere il blog per tagliare i costi, è bene valutarne prima gli effetti. Da una recente analisi emerge che un blog accelera in modo esponenziale la visibilità dei siti di piccola e media dimensione mentre, per i grandi portali, svolge un ruolo centrale nella difesa delle conversioni. I dati.
Cos’è esattamente un blog
Il blog, abbreviazione di web log, cioè “diario in rete”, è un sito internet a sé oppure una pagina all’interno di un sito, dove sono pubblicati contenuti più comunemente noti come “articoli”. Il blog segue un ordine anti-cronologico, con i contenuti disposti dal più recente al più vecchio. A differenza di uno statico sito vetrina, il blog si arricchisce continuamente di nuove pubblicazioni. Può essere personale, professionale, aziendale o istituzionale.
Lo scopo divulgativo consiste nel raccontare le proprie passioni, esternare le proprie competenze professionali, mostrare prodotti e servizi descrivendone con accuratezza caratteristiche e utilizzo oppure diffondere materiale istituzionale.
Il ruolo del blog negli anni
Per molto tempo il blog è stato un vero asset editoriale strategico. Spopolavano i siti che narravano di viaggi avventurosi, diffondevano competenze professionali specifiche oppure comunicavano opinioni su argomenti di attualità.
Poi il cambio di rotta: l’esplosione dei social e la grande diffusione dei video ne hanno decretato il declino, declassandolo a strumento obsoleto, reliquia del tempo che fu.
La domanda è se le cose stiano in questo modo e se il blog rappresenti solo un costo, fornendo peraltro un’immagine vetusta dell’azienda o del professionista. Per separare le opinioni dai fatti, vale la pena approfondire i risultati che emergono da una recente ricerca di SEOZoom.
Il blog come motore della crescita organica
La fine del blog è una fake news. Un’accurata analisi effettuata su 26.000 domini italiani fornisce un responso oggettivo e inappellabile: la presenza di un blog determina un vantaggio competitivo che è massimo nei siti di piccola e media dimensione mentre, nei grandi portali, il blog assume il ruolo di scudo per la difesa della posizione conquistata.
In particolare, l’analisi ha segmentato i domini in tre fasce sulla base del traffico medio nel 2024:
- i domini Small registrano da 1.000 a 10.000 visite mensili;
- i domini Medium registrano da 10.000 a 100.000 visite mensili;
- i domini Large superano le 100.000 visite mensili.
Il responso è chiaro: i siti dotati di una sezione /blog registrano un’impennata media del traffico organico pari al +60,4% contro il +23,9%.
Nelle AI Overview di Google, il path /blog compare nel 60,8% dei casi. Questo significa che oltre 6 domini su 10 che ottengono visibilità nelle AI Overview e dispongono di una sezione blog vedono citato almeno un contenuto editoriale. Il blog, insomma, rappresenta un bacino semantico centrale di cui l’Intelligenza Artificiale si nutre per generare le risposte.
Salendo di dimensione, la funzione strategica del blog si evolve. Il traffico cresce del +24,3%, contro il +7,2%.
Sui domini “large”, il ruolo del blog subisce una mutazione definitiva. Abbandonato il ruolo di espansione volumetrica, assurge al rango di scudo difensivo dell’azienda, garantendo la stabilità delle conversioni laddove, in sua assenza, i competitor lamentano un calo nel traffico o una flessione sulle posizioni commerciali.
Blog e content marketing
I dati mostrano chiaramente come i contenuti editoriali e informativi, strutturati nella sottocartella /blog, costituiscano una delle fonti primarie utilizzate dai modelli di Google per generare le AI Overview. Ancora una volta il content marketing si rivela una risorsa preziosa: analizzare le ricerche degli utenti, studiare il comportamento dei competitor e, di conseguenza, produrre contenuti specifici altamente fruibili si conferma una delle leve più efficaci nella competizione online.
Per massimizzare l’inclusione nelle AIO, i testi del blog devono offrire risposte dirette, definizioni chiare, dati verificabili e una struttura a blocchi logici, con tabelle, elenchi puntati e paragrafi brevi.
Chi rinuncia a un blog pensando di buttare in mare un’inutile e vecchia zavorra rischia di cedere quote di mercato ai competitor.
Chiudere il blog oggi significa soltanto escludersi volontariamente dal processo decisionale degli utenti e dalle risposte dell’Intelligenza Artificiale.
di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera