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Borse di studio Iliad, candidature per studenti magistrali

di Teresa Barone

5 Agosto 2026 09:26

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Il bando iliadship chiede una media di almeno 26/30, distribuisce l'importo in tre versamenti e incide sullo status di figlio fiscalmente a carico

Iliad ha aperto le candidature alla quarta edizione di iliadship, il programma di borse di studio e mentorship rivolto a chi si iscrive alla laurea magistrale in un ateneo italiano. Il bando, pubblicato il 20 luglio 2026 e firmato dall’amministratore delegato Benedetto Levi, seleziona dieci studenti nelle aree STEM, Scienze Sociali e Arte e Letteratura, con una soglia di merito che filtra le candidature prima ancora del colloquio.

In sintesi:

  • le candidature si chiudono alle ore 18:00 del 31 ottobre 2026, esclusivamente tramite il modulo online del sito dedicato al progetto (art. 9 del bando iliadship 2026/2027);
  • le borse sono dieci, da 15.000 euro lordi ciascuna, ripartite in sei per l’area STEM, due per Scienze Sociali e due per Arte e Letteratura (art. 2);
  • l’importo arriva in tre versamenti da 5.000 euro, subordinati a iscrizione, crediti acquisiti, media ponderata e voto finale di laurea (art. 4);
  • la selezione assegna fino a 60 punti, di cui 20 alla media ponderata, 12 al correttore ISEE e 28 al colloquio motivazionale (art. 10);
  • gli esiti sono comunicati entro dicembre 2026 e le attività del percorso partono a gennaio 2027.

Requisiti anagrafici e di merito del bando iliadship

Possono candidarsi studentesse e studenti nati dopo il 1° gennaio 2002 e residenti in Italia, che nell’anno accademico 2026/2027 si iscrivono per la prima volta al primo anno di una laurea magistrale oppure al quarto anno di una magistrale a ciclo unico presso un ateneo italiano. Il limite anagrafico traduce in pratica una platea under 25.

Il filtro più selettivo è però quello sul rendimento accademico, assente nelle prime tre edizioni raccontate dai comunicati e invece esplicito all’articolo 1. Chi proviene da una laurea triennale deve avere conseguito una media ponderata pari ad almeno 26/30. Chi frequenta una magistrale a ciclo unico deve avere la stessa media e avere acquisito almeno il 90% dei crediti formativi universitari previsti dal piano di studi nei primi tre anni di corso.

Il bando individua anche tre cause di esclusione:

  • l’iscrizione già in corso al secondo anno di una laurea magistrale;
  • l’iscrizione a un corso magistrale presso un ateneo non italiano;
  • il mancato possesso anche di uno solo dei requisiti elencati all’articolo 1.

Chi ha conseguito la triennale all’estero deve allegare un documento ufficiale che consenta la conversione in trentesimi del sistema di valutazione di provenienza, rilasciato dall’università di origine o da quella di destinazione.

Le dieci borse e la riserva su tre corsi della Sapienza

La ripartizione delle borse per area disciplinare è fissata dall’articolo 2 e non ammette travasi tra graduatorie: ogni area produce la propria classifica separata.

Area disciplinare Borse disponibili
STEM 6
Scienze Sociali, area economica, giuridica e sociale 2
Arte e Letteratura, aree artistica, letteraria, insegnamento ed educazione 2

Una delle due borse dell’area Arte e Letteratura è riservata a chi si iscrive per la prima volta a uno di tre corsi magistrali di Sapienza Università di Roma: Archeologia (LM-2), Mediterranean Archaeology – Archeologia del Mediterraneo (LM-2) e Storia dell’Arte (LM-89). Per quella posizione la commissione giudicatrice si integra con un rappresentante designato dalla Facoltà.

Ogni area ha inoltre un partner formativo dedicato. I sei borsisti STEM partecipano all’evento AI Pulse e visitano un data center di Scaleway a Parigi, società del gruppo iliad specializzata in cloud e infrastrutture per l’intelligenza artificiale. I due dell’area Scienze Sociali accedono a una masterclass o a un corso breve del programma didattico 2027 di Treccani Accademia. Per l’area Arte e Letteratura la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza organizza workshop, laboratori ed esperienze sul campo.

Prima di candidarsi occorre verificare che la propria classe di laurea rientri tra quelle ammesse: il bando rinvia all’elenco delle classi di laurea magistrale pubblicato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e un corso fuori elenco rende la domanda inammissibile a prescindere dal merito.

Quindicimila euro lordi erogati in tre versamenti

La borsa non arriva in un’unica soluzione. L’articolo 4 spezza i 15.000 euro lordi in tre versamenti da 5.000 euro, ciascuno legato a una verifica documentale distinta e distribuito su un arco che può superare i tre anni.

Versamento Termine e condizioni
Primo, 5.000 euro Entro fine marzo 2027, con documentazione dell’iscrizione al primo anno di magistrale o al quarto anno di ciclo unico
Secondo, 5.000 euro Entro fine marzo 2028, con almeno l’80% dei crediti dell’anno accademico e media ponderata mantenuta ad almeno 26/30
Terzo, 5.000 euro Entro sei mesi dalla laurea magistrale, se conseguita in corso e con votazione finale di almeno 105/110

Gli esami sostenuti in soprannumero rispetto al piano di studi non contano nel calcolo dei crediti utili al rinnovo. L’erogazione di ogni quota è inoltre subordinata alla partecipazione agli appuntamenti obbligatori del percorso: sei eventi in presenza nei due anni, tra inaugurazione, reunion annuale e chiusura d’anno, più quattro appuntamenti formativi online di durata compresa tra due e quattro ore. Le spese di trasporto per gli eventi in presenza sono coperte da un contributo forfettario, riconosciuto solo a fronte dell’effettiva partecipazione.

Il punteggio della graduatoria tra media, ISEE e colloquio

La commissione assegna un massimo di 60 punti, distribuiti su tre voci. La media ponderata vale fino a 20 punti, il correttore ISEE fino a 12, il colloquio motivazionale fino a 28. Le due componenti documentali si calcolano su griglie fisse, pubblicate negli allegati del bando e riproducibili prima di candidarsi.

Media ponderata Punteggio
Da 26 a 26,9 8 su 20
Da 27 a 27,9 12 su 20
Da 28 a 28,9 16 su 20
Da 29 a 29,9 18 su 20
30 e 30 con lode 20 su 20

Il correttore ISEE segue invece sette scaglioni. La lode è equiparata a 30/30 e la media, se non dichiarata dal candidato, viene ricostruita dalla commissione sulla documentazione allegata.

Scaglione ISEE universitario Punteggio
Da 0 a 25.000 euro 12 su 12
Da 25.001 a 35.000 euro 10 su 12
Da 35.001 a 45.000 euro 8 su 12
Da 45.001 a 55.000 euro 6 su 12
Da 55.001 a 65.000 euro 4 su 12
Da 65.001 a 75.000 euro 2 su 12
Oltre 75.001 euro oppure ISEE non presentato 0 su 12

La griglia rende evidente un dato che il bando non esplicita: chi rinuncia a presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica si autoinfligge lo stesso punteggio di chi dichiara oltre 75.000 euro di ISEE, cioè zero su dodici. Il documento non è obbligatorio in fase di candidatura, la sua assenza però costa fino a dodici punti su sessanta.

Il peso del colloquio motivazionale merita una lettura a parte. Con 28 punti su 60 vale più della media e del correttore ISEE presi insieme meno quattro punti, e la distanza massima teorica tra il profilo documentale più forte, 32 punti su 32, e quello minimo ammissibile, 8 punti su 32, arriva a 24 punti. Il colloquio può quindi ribaltare per intero un divario di partenza sfavorevole, ed è la ragione per cui una media di 26/30 con ISEE alto non rende la candidatura priva di senso. In caso di parità finale prevale però la media ponderata più elevata e, in seconda battuta, il punteggio ISEE.

Trattamento fiscale della borsa e status di figlio a carico

L’articolo 8 del bando si limita a rinviare al trattamento fiscale vigente al momento del primo versamento. La qualificazione è quella dell’articolo 50, comma 1, lettera c), del DPR 917/1986, che assimila ai redditi di lavoro dipendente le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio quando il beneficiario non ha un rapporto di lavoro dipendente con il soggetto erogante. Le esenzioni previste dalla legge riguardano altre fattispecie, dalle borse regionali per il diritto allo studio ai programmi di mobilità internazionale, e non coprono una borsa erogata da un’impresa privata.

Sul singolo versamento l’imposta è però nulla per chi non ha altri redditi. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 4/E del 16 maggio 2025, ha confermato che l’ampliamento della no tax area fino a 8.500 euro vale anche per i titolari di redditi assimilati destinatari della detrazione dell’articolo 13, comma 1, del TUIR. Con 5.000 euro annui di sola borsa, la detrazione azzera l’IRPEF lorda.

L’effetto rilevante per la famiglia sta altrove. L’articolo 12, comma 2, fissa a 4.000 euro il reddito complessivo massimo entro cui un figlio fino a 24 anni è considerato fiscalmente a carico. Un versamento da 5.000 euro supera quel limite e fa decadere lo status per l’intero periodo d’imposta, in forza del principio di unitarietà dell’anno solare. Il genitore perde quindi la detrazione per figlio a carico, teoricamente pari a 950 euro e decrescente al crescere del proprio reddito, e non può più portare in detrazione le spese sostenute nell’interesse del figlio, a partire dalla detrazione delle spese universitarie. Il beneficiario può detrarle in proprio, senza capienza fiscale sufficiente se la borsa è il suo unico reddito.

Il calcolo cambia sul terzo versamento, che arriva entro sei mesi dalla laurea, quando molti neolaureati hanno già un reddito da lavoro. In quel caso i 5.000 euro si sommano agli altri redditi dell’anno e possono generare imposta effettiva: il calcolo IRPEF di PMI.it consente di stimare l’imposta dovuta simulando il reddito complessivo dell’anno di incasso. Va considerato che i tre versamenti cadono negli anni d’imposta dal 2027 in avanti, quando si applica il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi introdotto dal D.Lgs. 117/2026, che ha natura compilativa e trasferisce la disciplina senza modifiche di sostanza, con la clausola di salvaguardia sui rinvii dell’articolo 376, comma 2.

Documenti da allegare e calendario della selezione

La domanda di partecipazione si presenta solo tramite il modulo online del sito dedicato a iliadship, entro le ore 18:00 del 31 ottobre 2026. Una candidatura incompleta, priva della documentazione o non finalizzata entro il termine è considerata non pervenuta, e Iliad non risponde di malfunzionamenti o interruzioni di connettività.

In fase di candidatura il modulo richiede l’autodichiarazione di residenza, iscrizione e media ponderata, insieme a tre allegati:

  • copia di un documento di identità in corso di validità;
  • copia del codice fiscale;
  • curriculum vitae aggiornato.

Chi supera la valutazione documentale ed è convocato al colloquio deve produrre una seconda serie di documenti, la cui mancata o irregolare presentazione comporta l’esclusione:

  • il certificato di residenza;
  • la documentazione ufficiale dell’ateneo che attesta l’iscrizione per l’anno accademico 2026/2027;
  • la copia del libretto universitario con la media ponderata e, per il ciclo unico, la quota di crediti acquisiti;
  • la Dichiarazione Sostitutiva Unica relativa all’ISEE per il diritto allo studio universitario.

Il calendario della selezione prevede la raccolta delle candidature fino a ottobre, i colloqui e la verifica documentale a novembre 2026, la comunicazione degli esiti entro dicembre 2026 con pubblicazione delle graduatorie sul sito del progetto, e l’avvio delle attività a gennaio 2027.

I casi di revoca e l’obbligo di restituzione

La borsa è revocabile in quattro ipotesi elencate all’articolo 7: mancata immatricolazione entro i termini del calendario accademico, mancato rispetto delle condizioni di rinnovo compresa la partecipazione agli eventi obbligatori, rinuncia agli studi, trasferimento a un ateneo diverso da quello indicato nel modulo di candidatura.

La differenza tra le ipotesi è sostanziale. Nella prima la borsa passa semplicemente al candidato idoneo successivo in graduatoria. Nelle altre tre la revoca interrompe i versamenti non ancora corrisposti e fa scattare l’obbligo di restituzione delle somme già incassate. L’articolo 4 aggiunge due casi in cui Iliad si riserva di chiedere indietro il denaro: la rinuncia o l’abbandono del percorso di studi e il conseguimento della laurea magistrale fuori corso.

Il vincolo va soppesato prima di candidarsi, perché lega per almeno due anni la carriera universitaria a un ateneo e a un percorso dichiarati in fase di domanda. Un ripensamento sul corso di laurea, un trasferimento in un’altra città o un ritardo che porti fuori corso trasformano un contributo da 15.000 euro in un debito verso l’azienda erogante.