Dal 30 giugno 2026 le imprese editrici, le agenzie di stampa e le emittenti radiotelevisive possono richiedere il contributo a fondo perduto per gli investimenti in tecnologie innovative sostenuti nel 2025. Il decreto attuativo del 20 maggio ha infatti sbloccato 42 milioni di euro del Fondo straordinario per l’Editoria, dopo il via libera della Commissione europea sugli aiuti di Stato.
Tutti i riferimenti e i punti principali della misura in sintesi:
- il contributo dà attuazione agli articoli 2 e 3 del DPCM 17 settembre 2025, registrato alla Corte dei conti il 15 ottobre 2025 al n. 2695, a valere sulle risorse residue del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria;
- le modalità di fruizione sono fissate dal decreto del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria del 20 maggio 2026, pubblicato sul sito del Dipartimento il 3 giugno 2026;
- l’efficacia della misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea sugli aiuti di Stato, arrivata con decisione C(2026) 2662 final del 21 aprile 2026 (caso SA 121528) e pubblicata il 26 maggio 2026;
- la dotazione è di 42 milioni di euro, di cui 8 milioni per editori e agenzie di stampa e 34 milioni per le emittenti radiotelevisive;
- il rimborso copre il 70% delle spese documentate al netto dell’IVA, con riparto proporzionale tra gli aventi diritto se le richieste superano le risorse;
- le domande si presentano dal 30 giugno al 29 luglio 2026 su due portali distinti, impresainungiorno.gov.it per l’editoria e il portale del MIMIT per radio e tv.
I beneficiari del fondo perduto Editoria e Radio TV
La misura rientra nel pacchetto di aiuti per Editoria e Media, che prevede anche incentivi alle assunzioni. Possono accedervi le imprese editrici di quotidiani e periodici, le agenzie di stampa e gli operatori dell’editoria radiofonica e televisiva, a condizioni diverse per i due comparti.
Per editori e agenzie servono la sede legale in uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, la residenza fiscale in Italia o una stabile organizzazione sul territorio, l’iscrizione al ROC (Registro degli Operatori della Comunicazione, la regolarità degli obblighi contributivi e l’assenza di procedure di liquidazione. È inoltre richiesta l’indicazione, nel Registro delle imprese, del codice ATECO primario o prevalente: 58.12 per i quotidiani, 58.13 per i periodici, 60.31 per le agenzie di stampa.
Per le emittenti contano invece il possesso di titoli autorizzatori validi ai sensi delle delibere AGCOM 353/11/CONS e 664/09/CONS, la diffusione continuativa dei marchi associati alle numerazioni LCN o dei contenuti radiofonici, la regolarità contributiva e l’assenza di liquidazione, oltre al codice ATECO 60.10 per le radio e 60.20 per le televisioni.
Le spese ammesse e la misura del rimborso
Rientrano tra le spese ammesse l’ammodernamento delle infrastrutture e dei processi produttivi, le piattaforme per la distribuzione digitale dei contenuti, le soluzioni di intelligenza artificiale, cloud, cybersecurity e datacenter, le tecnologie DAB e gli strumenti di automazione editoriale.
Il contributo è un rimborso pari al 70% delle spese sostenute e documentate nel 2025, al netto dell’IVA, per investimenti riconducibili a un progetto organico di innovazione tecnologica. Se il totale delle richieste supera lo stanziamento di una categoria, scatta il riparto proporzionale e la percentuale effettiva di rimborso scende sotto il 70%.
Per il solo comparto radiotelevisivo, le risorse eccedenti di una categoria vengono redistribuite tra le altre in proporzione al fabbisogno non coperto.
Le risorse per il settore radiotelevisivo
I 34 milioni destinati a radio e tv sono divisi in tre quote, ciascuna con un proprio tetto e una propria platea.
| Categoria | Risorse destinate |
|---|---|
| fornitori di servizi media audiovisivi nazionali titolari di LCN | 20 milioni |
| fornitori di servizi media audiovisivi locali | 10 milioni |
| concessionari radiofonici, contenuti radiofonici digitali e consorzi in tecnica DAB | 4 milioni |
Le due procedure di domanda e i termini
La finestra è la stessa per tutti, dalle ore 10:00 del 30 giugno alle ore 17:00 del 29 luglio 2026, ma i canali cambiano in base al comparto.
- Le imprese editrici di quotidiani e periodici e le agenzie di stampa presentano la domanda sul portale impresainungiorno.gov.it, con autenticazione SPID, CNS o CIE e firma digitale del legale rappresentante in modalità CAdES.
- Le emittenti radiofoniche e televisive utilizzano la procedura informatizzata sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
È ammessa una sola domanda per impresa e l’orario di apertura e chiusura sarà confermato con avviso istituzionale.
La documentazione richiesta e i controlli
L’accesso non si esaurisce nel dimostrare la spesa: alla domanda vanno allegati un progetto asseverato da un professionista qualificato, che descriva le dotazioni tecnologiche precedenti e le ragioni dell’investimento, e un prospetto analitico delle spese certificato da un revisore legale iscritto al registro.
Il Dipartimento effettua verifiche a campione sul possesso dei requisiti, e l’irregolarità contributiva blocca l’inserimento nell’elenco dei beneficiari.
Il trattamento fiscale del contributo
Il rimborso concorre alla formazione del reddito ed è soggetto a ritenuta IRES, con erogazione al netto delle ritenute erariali tramite accredito sul conto corrente indicato in domanda.