Iperammortamento 2026, software industriali ammessi

di Anna Fabi

23 Giugno 2026 12:51

logo PMI+ logo PMI+
Dai chiarimenti del MIMIT e del GSE sembrano rientrare negli incentivi PLC, SCADA, HMI, ERP produttivi e HVAC industriali mentre sui canoni cloud serve ancora cautela.

I software industriali possono rientrare nell’iperammortamento 2026 per gli investimenti delle imprese se sono riconducibili all’Allegato V della Legge n. 199/2025 e risultano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Dai primi chiarimenti MIMIT-GSE arrivano indicazioni su PLC, SCADA, HMI, ERP produttivi e sistemi HVAC industriali, mentre sui canoni cloud, SaaS e as-a-service serve ancora prudenza: l’apertura politica emersa con la risposta all’interrogazione 5-05448 non ha ancora prodotto una norma correttiva espressa.

In sintesi:

  • l’Allegato V alla Legge n. 199/2025 comprende software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali per la trasformazione digitale;
  • i software PLC, SCADA e HMI sono agevolabili se collegati alla produzione e interconnessi;
  • gli ERP rientrano solo per i moduli produttivi, con esclusione delle componenti amministrative e contabili;
  • gli impianti HVAC sono ammessi quando servono alle condizioni ambientali del processo produttivo;
  • i canoni SaaS e as-a-service richiedono ancora una verifica normativa, distinta dai software capitalizzabili.

Software cloud nell’iperammortamento

I software in cloud possono rientrare nell’iperammortamento 2026 quando sono qualificabili come beni immateriali dell’Allegato V e rispettano i requisiti tecnici richiesti dalla disciplina agevolativa. La categoria include soluzioni digitali per produzione, logistica, supply chain, industrial analytics, intelligenza artificiale, cybersecurity, energy management e integrazione IT-OT.

Il dubbio resta invece per i canoni cloud, SaaS e as-a-service. Nella risposta all’interrogazione 5-05448 in Commissione Attività produttive alla Camera, il Governo ha aperto a una possibile soluzione normativa, confermando valutazioni MIMIT-MEF per superare l’esclusione emersa dal decreto attuativo. In assenza del correttivo, i canoni in abbonamento restano esclusi.

Software industriali ammessi secondo i chiarimenti MIMIT-GSE

I chiarimenti forniti da MIMIT e GSE in sede tecnica confermano l’ammissibilità dei software più direttamente collegati alla produzione. Rientrano, in particolare, le piattaforme PLC, SCADA e HMI quando governano macchine, impianti, linee produttive o sistemi di supervisione integrati con l’organizzazione aziendale.

La logica è coerente con l’Allegato V alla Legge n. 199/2025, che include software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione dei processi. Per l’impresa, la verifica riguarda la funzione del software, il legame con la produzione e la capacità di scambiare dati con macchine, impianti o sistemi gestionali.

ERP agevolati solo sui moduli produttivi

Gli ERP possono accedere all’iperammortamento solo per le componenti direttamente collegate alla produzione. Sono quindi rilevanti i moduli per pianificazione industriale, avanzamento lavori, logistica di fabbrica, qualità, manutenzione, magazzino produttivo e supply chain, quando risultano integrati con macchine, impianti o sistemi informativi di fabbrica.

Le componenti amministrative, contabili, finanziarie o puramente gestionali seguono invece una logica diversa e non rientrano nell’Allegato V come software produttivi. Nei progetti integrati, l’impresa deve separare i costi tra moduli agevolabili e moduli esclusi, così da rendere tracciabile il valore su cui applicare la maggiorazione.

Cloud e as-a-service fuori fino al correttivo

I software acquistati come beni immateriali possono rientrare negli allegati tecnici se rispettano i requisiti previsti. I canoni cloud e i servizi fruiti tramite abbonamento seguono invece una logica contabile differente rispetto all’acquisto di una licenza capitalizzabile e richiedono una disciplina dedicata.

La distinzione incide sulle imprese che usano ERP, MES, industrial analytics, IoT e strumenti di intelligenza artificiale in modalità SaaS. Una modifica normativa potrebbe allineare l’agevolazione alle modalità reali di acquisto delle tecnologie digitali, ma fino alla pubblicazione del testo correttivo e delle istruzioni applicative i costi in abbonamento vanno separati dagli investimenti già agevolabili.

HVAC industriali ammessi se servono alla produzione

I sistemi HVAC industriali possono essere agevolati quando sono necessari a garantire le condizioni ambientali e tecniche del processo produttivo. L’Allegato IV include impianti tecnologici, ventilazione, umidificazione e deumidificazione quando concorrono al funzionamento del processo, alla qualità del prodotto o alla continuità dell’attività industriale.

La parola climatizzatori va quindi letta in chiave produttiva, non come riferimento generico agli impianti di raffrescamento per uffici o negozi. L’agevolazione riguarda sistemi tecnici collegati alla produzione, per esempio dove temperatura, umidità, qualità dell’aria o stabilità ambientale incidono sul ciclo produttivo o sulle caratteristiche del bene realizzato.

Tabella per distinguere beni ammessi e costi da verificare

Prima della comunicazione al GSE, l’impresa deve classificare ogni bene agevolabile e separare i costi connessi a software produttivi, moduli ERP, piattaforme cloud, servizi in abbonamento e impianti HVAC. La classificazione incide su perizia, certificazione contabile e rischio di recupero del beneficio.

Bene o costo Trattamento nell’iperammortamento Condizione da documentare
software PLC, SCADA e HMI agevolabile come bene immateriale dell’Allegato V collegamento al processo produttivo e interconnessione.
ERP produttivo agevolabile solo per i moduli di produzione separazione da contabilità, amministrazione e funzioni generali.
software cloud capitalizzabile agevolabile se rientra nell’Allegato V qualificazione come bene immateriale e uso produttivo.
canoni SaaS e as-a-service da verificare in base a correttivo e istruzioni ministeriali inquadramento contabile e norma applicabile al costo.
sistemi HVAC industriali agevolabili come beni materiali dell’Allegato IV necessità tecnica per il processo produttivo.
climatizzazione ordinaria di uffici esclusa dalla logica industriale della misura assenza di collegamento tecnico con la produzione.

Decreto, piattaforma GSE e comunicazioni

Il decreto attuativo dell’iperammortamento 2026 è stato sottoscritto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy il 4 maggio 2026 e dal Ministro dell’Economia il 7 maggio 2026. La piattaforma GSE per la prenotazione delle agevolazioni è stata aperta il 12 giugno 2026, con accesso alla procedura per gli investimenti previsti dal nuovo Piano Transizione 5.0.

L’accesso all’agevolazione richiede comunicazione preventiva, conferma dell’investimento e comunicazione di completamento, oltre alle comunicazioni di monitoraggio previste dalla disciplina. La comunicazione finale deve essere accompagnata da perizia tecnica asseverata e certificazione contabile, così da attestare caratteristiche dei beni, interconnessione, spese sostenute e coerenza con la documentazione aziendale.

Aliquote e beni agevolabili dell’iperammortamento

La misura applica una maggiorazione fiscale del costo degli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il beneficio opera come deduzione ripartita nel periodo di ammortamento del bene, con effetto sulle quote deducibili ai fini IRES e IRPEF.

Le aliquote previste sono:

  • il 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • il 100% per la quota compresa tra 2,5 milioni e 10 milioni di euro;
  • il 50% per la quota compresa tra 10 milioni e 20 milioni di euro.

Il decreto ha confermato anche la rimozione del vincolo di provenienza europea dei beni strumentali agevolabili, con una disciplina distinta per i moduli fotovoltaici. L’eventuale norma sui canoni cloud dovrà quindi innestarsi su un impianto già definito per aliquote, investimenti, comunicazioni e controlli.

Da Industria 4.0 al nuovo incentivo 2026

Il ritorno dell’iperammortamento si inserisce nell’evoluzione degli incentivi Industria 4.0, dopo la stagione dei crediti d’imposta per investimenti produttivi e digitali. La novità del 2026 è il ritorno alla maggiorazione del costo, con accesso tramite piattaforma GSE e monitoraggio della spesa.

Il possibile rientro dei software cloud avrebbe una portata ampia per le imprese, perché molte tecnologie usate nella digitalizzazione industriale sono ormai acquistate come servizi. Il chiarimento sui software industriali già agevolabili, però, permette intanto di distinguere gli investimenti certi dai costi ancora legati al possibile correttivo.

Cosa devono fare le imprese con software SaaS

Le imprese con investimenti in software SaaS già pianificati dovrebbero separare i costi con certezza agevolabili dai canoni che richiedono ancora copertura normativa. Software capitalizzabili, moduli produttivi ERP, SCADA, HMI, PLC e sistemi HVAC industriali possono essere valutati secondo gli Allegati IV e V; i canoni cloud vanno mantenuti in una posizione distinta.

In attesa della circolare omnibus annunciata da MIMIT e GSE, la documentazione utile comprende contratti, schede tecniche, descrizione dei moduli, tracciamento dei costi, collegamento con i processi produttivi e prova dell’interconnessione. Per i progetti già avviati, questa separazione consente di prenotare gli investimenti più solidi e di aggiornare la pratica se arriverà il correttivo sui servizi cloud.