Le PMI italiane sono leader in ambito europeo da diversi punti di vista, superando perfino le imprese tedesche per il livello di produttività. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, a rivelarsi nettamente superiore alla media dei principali Paesi competitor è il contributo in termini occupazionali e di PIL.
Stando agli ultimi dati disponibili, le piccole e medie imprese nel nostro Paese sono poco più di 4,7 milioni, pari al 99,9% del totale e occupano 14,2 milioni di addetti, in pratica il 76,4% del totale nazionale. A livello territoriale, infine, sono soprattutto le PMI del Sud a rappresentare uno straordinario serbatoio occupazionale.
Nel confronto europeo producono il 62,9% del fatturato totale contro il 35,8% dei tedeschi. In termini di valore aggiunto, infine, il loro contributo è pari al 61,7% del totale.
Per l’Ufficio studi della CGIA, la presenza dell’Italia nel G20 è dovuta soprattutto al lavoro svolte dalle PMI, oltre all’efficienza della Pubblica Amministrazione e alle pochissime grandi imprese rimaste, che nel confronto appaiono numericamente inconsistenti coprendo solo lo 0,1% del totale, sebbene occupino oltre 4,4 milioni di addetti.