Scende il costo TARI con la raccolta differenziata

di Barbara Weisz

26 Novembre 2025 11:25

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La tassa sui rifiuti aumenta nelle Regioni con meno raccolta differenziata: città più care Catania, Pisa e Geova, più economiche Cremona, Udine e Trento.

La TARI segna un generalizzato aumento rispetto all’anno precedente, con una media di 340 euro l’anno (+3,3% in un anno). I Comuni più cari restano Catania, Pisa e Genova ma nelle Regioni in cui funziona meglio la raccolta differenziata, l’imposta sui rifiuti è tendenzialmente più bassa. Lo confermano i costi della tariffa in Molise, Valle d’Aosta e Sardegna.  Cremona scala la classifica degli enti locali più virtuosi, passando dal terzo al primo posto, seguita da Udine e Trento.

Sono le principali evidenze del Rapporto 2025 di Cittadinanzattiva, che avanza anche una serie di proposte per aumentare il coinvolgimento dei cittadini e potenziare in questo modo comportamenti virtuosi sul fronte della corretta separazione dei rifiuti.

Il costo della TARI nelle diverse Regioni

Le tariffe TARI sono aumentate in tutte le Regioni tranne Molise, Valle d’Aosta e Sardegna. In termini assoluti, il conto più salato è in Puglia, dove in media la tassa sui rifiuti costa 445 euro. E’ anche una delle Regioni che registrano il maggior rincaro anno su anno (+4,4%). Al secondo posto la Campania con 418 euro (+2,8%) e, sul terzo gradino del podio c’è la Sicilia, dove la tassa costa 402 euro ed è aumentata del 3,1%. Queste tre Regioni sono anche fra quelle con le percentuali più basse di raccolta differenziata, tutte sotto il 60%.

Viceversa, nelle Regioni in cui la raccolta differenziata funziona meglio come Veneto, Sardegna, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna, tutte sopra il 75%, il costo della TARI è sotto i 300 euro, con l’eccezione della sola Sardegna che è a quota 348 euro ma è l’unica che segna un ribasso rispetto al 2024 (-0,6%).

In tabella, tutti i dati sul costo medio della tassa sui rifiuti, le percentuali di raccolta differenziata e l’andamento rispetto al 2024.

La classifica del costo TARI nei Comuni

Ci sono singoli Comuni in cui il costo della tassa è anche doppio rispetto a quello medio nazionale: a Catania la Tari costa 602 euro, a Pisa 557, a Genova 509 euro. I tre capoluoghi più virtuosi, invece, ovvero Cremona, Udine e Trento, sotto tutti sotto i 200 euro. In termini relativi, i rincari maggiori si registrano a Reggio Emilia (+15,1%), Ferrara (+13,8%) e Siena (+12,9%), mentre i cali maggiori a Modena (–12,3%), Aosta (-8,4%), Cagliari (–7,6%) e Milano (–7,5%).

Più raccolta differenziata meno aumenti TARI

I dati sulla raccolta differenziata si riferiscono al 2023 e vedono una media nazionale del 66,6%, sopra la soglia del 65% fissata dalla normativa europea. La percentuale più elevata per tipologia di rifiuti riguarda la frazione organica (38,3%), seguita da carta (19,1%), vetro (11,9%) e plastica (8,8%). Le percentuali più basse riguardano i rifiuti elettronici RAEE (1,4%), e quelli tessili (0,9%).

Fra i motivi per cui nel Sud sono tendenzialmente più alti i costi e più basse le percentuali di raccolta differenziata, la dislocazione degli impianti di trattamento (compostaggio e digestione anaerobica), concentrati per lo più nel Nord.

TARI: regole e proposte

La TARI è regolamentata dai commi 641 e seguenti della Legge 147/2013. Il «presupposto impositivo è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani». Si compone di una quota fissa, calcolata in base alla tariffa al metro quadro stabilita dal Comune, e da una quota variabile parametrata a composizione del nucleo familiare, per le utenze domestiche, e tipologia di attività, per le imprese.

Tiziana Toto, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, segnala che «i cittadini informati tendono a partecipare di più, a differenziare meglio e a considerare la TARI come un servizio e non come una tassa». E presenta una serie di proposte: «assicurare un servizio efficiente e accessibile in tutto il Paese, con particolare attenzione al Mezzogiorno», promuovere la partecipazione civica, «valorizzando le esperienze locali e gli osservatori cittadini come parte integrante del sistema di governance», rendere strutturale la tariffazione puntuale (TARIP), «premiando cittadini e Comuni virtuosi e introducendo incentivi misurabili», e infine «consolidare la trasparenza, attraverso l’uso sistematico del Portale TARI e la rendicontazione pubblica dei costi e dei risultati ambientali».