Lorenza Pigozzi: la guerra cognitiva dalle fake news alla realtà sintetica

di Redazione PMI.it

17 Novembre 2025 15:11

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L'intervento di Lorenza Pigozzi (gruppo Fincantieri) al TEDxBelluno 2025,

Le guerre del XXI secolo si giocano sempre meno sui territori e sempre più nei flussi di informazione. A raccontarlo con precisione è Lorenza Pigozzi, direttore comunicazione strategica del gruppo Fincantieri, che al TEDxBelluno 2025, dedicato al tema “Attrazione”, ha delineato la mappa delle nuove minacce cognitive che ridisegnano gli equilibri globali.

La memoria come campo di battaglia

La battaglia per il controllo della memoria storica è una delle forme più sofisticate di influenza strategica. Chi riesce a reinterpretare il passato conquista la capacità di orientare il futuro. Un principio antico, ma oggi reso esplosivo dalle dinamiche digitali.

I social network accelerano la diffusione di narrazioni costruite per polarizzare, semplificare e sedurre. La narrazione vincente non è quella fondata su fatti, ma quella che sfrutta meglio le emozioni e i bias cognitivi. Una storia accattivante può diventare “vera” semplicemente eliminando le alternative dal dibattito pubblico.

Quando gli algoritmi diventano potere

Nel mondo descritto nel corso dell’intervento, gli algoritmi non sono più un’infrastruttura neutrale: sono veri e propri attori geopolitici. Le piattaforme digitali, ottimizzate per massimizzare il tempo di permanenza, non distinguono tra contenuti affidabili e contenuti manipolati. Ciò che conta è l’engagement.

Questa distorsione sistemica rende la società più vulnerabile agli attacchi informativi. “Quando tutto sembra uguale, vince chi parla più forte”, osserva la manager di Fincantieri. Ed è proprio su questo squilibrio che si innestano le campagne di disinformazione contemporanee.

La realtà sintetica cambia le nuove guerre comunicative

Uno dei punti più innovativi dell’intervento riguarda l’intelligenza artificiale generativa. I deepfake – immagini, video e audio indistinguibili dal reale – inaugurano una nuova fase della minaccia cognitiva. La percezione visiva, un tempo garanzia di autenticità, viene meno.

Un caso emblematico ci mostra quanto le tecnologie di realtà sintetica possano risultare ingannevoli. Un dipendente di una grande multinazionale viene convocato in video call dal Chief Financial Officer insieme ad alcuni colleghi. I volti sono familiari, le voci perfettamente riconoscibili, il contesto identico a quello di una normale riunione operativa. Durante l’incontro, il CFO richiede con urgenza un bonifico da 25 milioni di dollari per un’operazione straordinaria. Nulla sullo schermo lascia intendere la truffa: lineamenti, espressioni, tono della voce e persino il linguaggio del corpo appaiono assolutamente autentici.

Ma nulla di ciò che il dipendente sta vedendo è reale. La call è interamente generata attraverso tecnologie di deepfake: il CFO non è presente, i colleghi non sono reali, ogni dettaglio è una simulazione costruita dall’intelligenza artificiale.

Il caso del bonifico fraudolento non è un episodio isolato, ma la prova di quanto la manipolazione possa colpire anche sistemi corporate altamente strutturati, aggirando procedure e controlli. In un mondo in cui perfino l’evidenza visiva può essere replicata alla perfezione, se nulla è pienamente verificabile, allora tutto diventa vulnerabile.

La dirigente ricorda anche che l’IA apprende da dati disponibili in rete: blog, forum, social, articoli. Se queste fonti sono contaminate, anche l’IA produce contenuti distorti. Uno studio scientifico dimostra che basta lo 0,001% di dati corrotti di dati corrotti per deviare un modello.

Fincantieri come osservatorio strategico

Il ruolo di Lorenza Pigozzi in Fincantieri le offre una prospettiva privilegiata su questi fenomeni. La cantieristica navale è un settore permeato da tecnologia, sicurezza, relazioni internazionali e supply chain complesse. La comunicazione, in questo contesto, non è solo reputazione: è sicurezza strategica.

Anticipare manipolazioni, riconoscere narrative ostili e proteggere la credibilità diventa essenziale per mantenere la fiducia di governi, investitori e stakeholder internazionali

La nascita dei nuovi professionisti della sicurezza cognitiva

Pigozzi propone con forza l’introduzione di figure professionali capaci di gestire la fragilità del sistema informativo contemporaneo. Non semplici comunicatori, ma specialisti in difesa cognitiva: analisti in grado di identificare attacchi narrativi, comprendere le dinamiche psicologiche collettive e valutare le vulnerabilità dei sistemi algoritmici.

Riconquistare la realtà

L’intervento si chiude con una domanda provocatoria: vogliamo essere vittime della realtà sintetica o vogliamo riconquistare la capacità di negoziare la nostra verità? La risposta non è accademica, ma politica. Rappresenta un atto rivoluzionario, una scelta di libertà e di autodeterminazione collettiva.