Nel dibattito sulla Manovra 2026 torna al centro la rottamazione quinquies, la nuova edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Durante la sua audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha frenato sulle ipotesi di estensione della misura richieste anche da una parte della maggioranza, richiamando la necessità di un approccio prudente e di piena copertura finanziaria.
La nuova Rottamazione quinquies
Il provvedimento, contenuto nel Disegno di Legge di Bilancio 2026 consente di definire in via agevolata i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro fine 2023 con la possibilità di versare solo l’imposta e gli interessi legali, senza sanzioni né interessi di mora. Il piano di pagamento potrà essere rateizzato fino a nove anni, con il versamento della prima rata entro il 2026. L’obiettivo dichiarato è duplice: favorire il rientro regolare dei contribuenti e ridurre l’arretrato fiscale che oggi supera i 1.100 miliardi di euro nominali.
La Rottamazione quinquies interessa in particolare imprese e professionisti che si trovano in difficoltà finanziaria ma intendono regolarizzare la propria posizione con il fisco. Potranno essere inclusi i carichi fiscali e contributivi affidati alla riscossione fino alla data che sarà stabilita nel decreto attuativo. Restano esclusi i debiti derivanti da risorse proprie dell’Unione Europea, Iva all’importazione e condanne penali tributarie. Le modalità di domanda saranno gestite tramite la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che rilascerà ricevuta di avvenuto deposito e calendario dei pagamenti.
La Lega spinge per ampliare la platea dei beneficiari, includendo anche chi è decaduto da piani di rateazione precedenti o ha debiti di piccola entità. Le opposizioni, invece, sollevano dubbi sulla sostenibilità dell’ennesima definizione agevolata, che rischierebbe di premiare chi non paga a danno dei contribuenti regolari. Il ministro, pur non chiudendo al confronto, ha ribadito che «qualsiasi estensione dovrà essere coerente con la sostenibilità dei conti».
Le anticipazioni di Giorgetti
«Espandere la rottamazione come chiede la Lega richiede una copertura, e voglio vedere la copertura che c’è», ha dichiarato Giorgetti, ricordando che ogni intervento deve rispettare i nuovi vincoli di finanza pubblica e la traiettoria di spesa fissata a livello europeo. Il ministro ha ribadito che la manovra «è costruita in modo realistico e sostenibile», sottolineando come la linea del Tesoro resti ancorata alla stabilità del debito e alla credibilità del Paese sui mercati internazionali.
Giorgetti ha spiegato che l’estensione della misura comporterebbe un impatto immediato sui saldi, ma non necessariamente un beneficio strutturale.
Sebbene la regolazione rateale dei debiti possa comportare un costo teorico nel primo anno la spalmatura delle somme su nove anni aumenta la probabilità di riscossione, compensando l’effetto iniziale.
In altre parole, la misura non genera un mancato gettito ma ne redistribuisce l’incasso nel tempo, sostenendo le imprese che rischierebbero la chiusura in caso di pagamento immediato.
Il punto cruciale resta quello delle risorse. Secondo i tecnici del MEF, l’eventuale ampliamento della sanatoria richiederebbe fondi aggiuntivi che, al momento, non risultano disponibili. La manovra prevede già interventi significativi in materia fiscale, come la riduzione dell’IRPEF per i redditi medi e il rafforzamento dei fondi per famiglie e sanità. In questo quadro, spostare ulteriori risorse sulla Rottamazione significherebbe comprimere altri capitoli di spesa o rivedere gli equilibri complessivi del bilancio pubblico.
La Rottamazione quinquies rappresenta, di fatto, un banco di prova per la nuova stagione di disciplina di bilancio imposta dall’Unione Europea. Se da un lato consente di riattivare flussi di riscossione e dare ossigeno alle imprese in crisi, dall’altro richiede prudenza per evitare che l’effetto positivo di breve periodo si traduca in un buco nei conti. Giorgetti, che ha definito la misura “l’ultima” della serie, punta a trasformarla in uno strumento di transizione verso un sistema più efficiente e meno emergenziale.