Transizione digitale e green: nuovi incentivi 2026 per le imprese

di Anna Fabi

10 Ottobre 2025 11:52

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Allo studio del Governo i nuovi incentivi 2026 per gli investimenti nella transizione digitale e green delle imprese, superando Transizione 4.0 e 5.0.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è al lavoro su un nuovo provvedimento che mira a stimolare gli investimenti in nuovi macchinari e strumenti per la transizione digitale e green delle imprese, superando le agevolazioni previste dal Piano Transizione 4.0 e integrando il tax credit del Piano 5.0. Possibile anche il suo inserimento in Manovra 2026.

L’obiettivo è quello di dare un forte impulso alla digitalizzazione e alla sostenibilità delle imprese italiane, puntando a superare le criticità riscontrate con gli strumenti precedenti mirando a una maggiore efficacia.

La copertura prevista per il Piano 6.0 sarà definita nella Legge di Bilancio 2026. Secondo le stime preliminari, una dotazione di circa 3,5 miliardi di euro sarebbe considerata un risultato ottimale, sufficiente a garantire il finanziamento delle misure e a stimolare gli investimenti tanto attesi nelle imprese italiane.

Transizione imprese 2026: ipotesi credito di imposta

Secondo le prime indiscrezioni, lo strumento più probabile sarà il credito d’imposta, che consente di includere anche quelle aziende che non dichiarano utili, condizione che riguarda circa il 45% delle imprese italiane.

Questa formula di incentivo fiscale, su cui stanno convergendo le proposte dei tecnici del MIMIT anche su suggerimento delle istanze imprenditoriali, è applicabile da tutte le aziende e può essere utilizzato su un arco temporale ampio.

Secondo le anticipazioni, il tax credit 2026 per la transizione 6.0 (o come vorrà chiamarla il Governo) dovrebbe infatti avere un orizzonte applicativo di tre anni, offrendo quindi una flessibilità maggiore rispetto ai meccanismi precedenti.

La misura mira dunque a coinvolgere tutte le realtà aziendali, indipendentemente dalle dimensioni e dalla capacità di generare utili nell’immediato, riducendo il divario tra le imprese con più risorse e quelle che potrebbero essere esclusivamente orientate a investimenti strutturali a lungo termine. Allo stesso tempo, favorisce gli investimenti offrendo certezze nel medio e lungo termine.

Iper-ammortamento investimenti come alternativa

Un’altra proposta sul tavolo è il ritorno all’iper-ammortamento, il meccanismo utilizzato durante il Piano Impresa 4.0, che avrebbe il vantaggio di permettere una deduzione fiscale più ampia. Per attuarlo andrebbero però eliminati i limiti evidenti della formula utilizzata in passato.

In primo luogo non si prevedevano tetti di spesa, rischiando così di favorire le grandi imprese a discapito delle PMI; in secondo luogo era diluito su un arco temporale troppo lungo (sette anni), il che lo rendeva poco adatto a rispondere alle esigenze di investimento immediato.

Al di là dello strumento che alla fine sarà individuato dal Governo, un dato è già sicuro: nonostante le incertezze geopolitiche le imprese italiane stanno dimostrando una forte volontà di investire, con un’attenzione crescente alla transizione digitale e sostenibile, non fosse altro per risultare conformi alle direttive UE e non rischiare di perdere preziose occasioni di finanziamento.