Resta confermato il 2035 come entrata in vigore del divieto di vendita di nuove auto a benzina e diesel nell’Unione Europea, decisione in linea con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica azzerando progressivamente le emissioni di CO2 provenienti da motori termici.
Tra dieci anni esatti, la UE vieterà l’immatricolazione di nuovi veicoli con motori endotermici (benzina, diesel, ecc.) ad eccezione di quelle dei piccoli produttori di motori a combustione (meno di 1.000 o 1.000-10.000 veicoli/anno) e dei veicoli alimentati unicamente con carburanti sintetici (e-fuel), prodotti da fonti rinnovabili e considerati neutri. Le auto con motori endotermici già in circolazione e quelle già immatricolate prima del 2035, inoltre, potranno continuare a circolare.
La nuova normativa lascia dunque spazio a specifiche eccezioni, ad esempio per i motori ibridi plug-in, i carburanti carbon neutral e i combustibili rinnovabili. Ma ancora è troppo poco rispetto alle richieste del mercato. La Commissione UE potrebbe quindi stabilire alcuni adattamenti e transizioni graduali che in qualche modo rendano meno netto il passaggio totale all’elettrico, considerando le varie difficoltà.
Il blocco dei motori diesel e benzina si scontra infatti con le proteste dell’industria automobilistica, che chiede a gran voce una maggiore flessibilità anche tenendo conto delle criticità relative alla diffusione dei motori elettrici, ancora troppo costosi e spesso poco accessibili a causa della carenza di infrastrutture di ricarica.
Da parte dell’Unione Europea, in questa direzione, c’è stato il recente annuncio relativo all’iniziativa “Small Affordable Cars” per incentivare l’acquisto di citycar elettriche nelle aree urbane, rendendo questo tipo di veicoli green decisamente più accessibili dal punto di vista economico.
Anche da parte di Mario Draghi sono arrivate alcune critiche verso lo stop, concepito per dare il via a un circolo virtuoso ma ancora poco realizzabile:
Il mercato dei veicoli elettrici è cresciuto più lentamente del previsto. L’innovazione europea è rimasta indietro, i modelli restano costosi e la politica sulle catene di approvvigionamento è frammentata. Di fatto, il parco auto europeo di 250 milioni di veicoli sta invecchiando e le emissioni di CO2 sono diminuite appena negli ultimi anni.
La Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha confermato l’accelerazione sulla revisione della roadmap (prevista per inizio 2026 e anticipata di qualche mese) dopo la già annunciata sospensione triennale delle multe per i produttori che non rispettano i criteri di sostenibilità.
Resta da capire anche in che misura i nuovi incentivi statali finanziati con i fondi del PNRR potranno dare una spinta al mercato, che tuttavia resta poco accessibile considerati i prezzi eccessivi delle auto elettriche anche per chi rimane fuori dai requisiti reddituali per accedere agli sconti governativi.