Il 15 aprile si è riaperta la finestra temporale per gli iscritti alla Cassa Dottori Commercialisti con diritto al contributo in conto interessi su mutui e finanziamenti ed a quello per la formazione professionale. Nel 2026 cambiano plafond, annualità delle spese ammesse e termini per presentare la domanda.
Contributo sugli interessi passivi con fondo da 1,2 milioni
La misura principale riguarda gli iscritti che nel 2025 hanno pagato interessi passivi legati a un mutuo o a un finanziamento, in ambito professionale oppure familiare. La CDC ha destinato a questa iniziativa 1,2 milioni di euro e riconosce un rimborso pari al 100% degli interessi documentati dall’istituto di credito o dal soggetto finanziatore, con un tetto di 1.000 euro per ogni richiedente.
C’è tuttavia una soglia minima da rispettare: la domanda non viene accolta se l’importo complessivo degli interessi passivi sostenuti è inferiore a 200 euro. Il contributo continua quindi a rivolgersi a chi ha un finanziamento in corso e vuole alleggerire il costo effettivo degli oneri pagati nel 2025.
Formazione professionale con rimborso fino a 1.000 euro
Alla seconda misura sono destinati 300mila euro e l’attenzione si sposta sulle spese sostenute nel 2026 per corsi e attività utili al riconoscimento dei crediti formativi professionali. Il contributo copre il 50% del costo, al netto dell’IVA, fino a un massimo di 1.000 euro annui.
Per gli iscritti più giovani la copertura sale: chi al 31 dicembre 2025 non ha ancora compiuto 35 anni può ottenere un rimborso pari al 100% del costo della formazione, sempre entro il limite di 1.000 euro. Anche in questo caso la domanda resta fuori se la spesa complessiva documentata non raggiunge i 200 euro.
Requisiti per accedere ai due contributi
Per il contributo in conto interessi la platea comprende i dottori commercialisti iscritti alla Cassa al 31 dicembre 2026 che non siano titolari di pensione diretta, con l’eccezione dei pensionati di invalidità ancora in attività. Per il contributo sulla formazione serve invece che l’iscritto abbia ottenuto nel 2026 il riconoscimento dei relativi crediti formativi da parte dell’Ordine territoriale.
Su entrambe le misure resta fermo anche il filtro reddituale collegato al nucleo familiare, con soglie fissate annualmente dalla Cassa per individuare lo stato di bisogno richiesto dai bandi. Non basta quindi sostenere la spesa: occorre anche rientrare nei requisiti soggettivi e reddituali previsti dall’iniziativa.
Scadenze diverse per interessi e formazione
Le due domande viaggiano su canali distinti e con date diverse:
- per il contributo in conto interessi sui mutui si usa il servizio online CSF dal 15 aprile 2026 fino a esaurimento dei fondi e comunque non oltre il 1° febbraio 2027;
- per il contributo sulla formazione si usa il servizio online CFC dal 15 aprile 2026 fino a esaurimento dei fondi e comunque non oltre il 1° marzo 2027.
La distinzione va tenuta presente anche in fase di raccolta dei documenti, perché le spese ammesse non coincidono e fanno riferimento a annualità diverse: 2025 per gli interessi passivi, 2026 per i corsi e le attività formative.
Gli altri bandi CDC 2026
La riapertura dei due contributi si inserisce nel quadro più ampio degli strumenti messi in campo dalla Cassa per sostenere l’attività professionale nel 2026. Accanto ai rimborsi su mutui, finanziamenti e formazione, restano infatti aperti anche altri bandi dedicati a tirocinio, aggregazioni e investimenti per lo studio.
Per gli iscritti interessati conviene muoversi in fretta, perché entrambe le misure seguono la regola del fondo disponibile fino a esaurimento. Questo significa che la scadenza finale non è l’unico elemento da guardare: conta anche la velocità con cui verranno assorbite le risorse stanziate dalla Cassa.