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Cloud: regole più rigide per privacy e sicurezza

di Tullio Matteo Fanti

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Il mercato del cloud necessita di norme a livello europeo chiare, trasparenti e in linea con le attuali esigenze di privacy e sicurezza dei dati affidati alla "nuvola": il punto a Skills 4 Cloud.

Il mercato del cloud computing è è in fase di decollo e proprio per questo richiede severe regole europee su sicurezza e privacy dei dati affidati alla “nuvola”: è quanto emerso nel corso del convegno Skills 4 Cloud – Oltre la banda larga, la prospettiva europea per i servizi alla nuova di Internet, organizzato a Roma da Microsoft, nella sede del Parlamento Europeo.

«Abbiamo deciso di avviare tavoli di lavoro per giungere a un disegno di legge sul cloud. Lo scopo è duplice», ha dichiarato l’europarlamentare Marco Scurria: «da una parte, evitare che la politica resti indietro e magari arrivi a formulare leggi che non rispecchiano il mercato. Dall’altra, scongiurare il rischio che le aziende corrano avanti da sole, facendo solo i propri interessi e non quelli degli utenti».

I servizi cloud sono pronti a diventare un fenomeno anche culturale: strumenti come la Web mail o piattaforme come Flickr e Facebook – basati sulle regole del computing remoto – sono oggi di uso comune. Emerge quindi l’esigenza di nuove norme meno localizzate rispetto alle attuali, in grado di contenere e sostenere al meglio il fenomeno.

Due i punti cardine affrontati al convegno: privacy e sicurezza, elementi ancora oggi in grado di scoraggiare il 68% delle aziende. I dati affidati al cloud devono infatti essere protetti al meglio e trattati correttamente, nel pieno rispetto della privacy.

Le norme attuali su sicurezza e privacy sono solo nazionali; ne consegue che i dati affidati alla “nuvola” vengono tutelati attraverso le normative applicate nel Paesi dove questi vengono fisicamente conservati. È necessaria quindi maggiore trasparenza, ovvero informare aziende e privati su dove si trovino i loro dati e sulle leggi locali.

«Noi favoriremo il Cloud in piena osservanza con la tutela della privacy e con le normative e i sistemi di gestione della sicurezza. Il Cloud Computing avverrà, ma alle condizioni che le normative esistenti impongono. Vogliamo che l’IT diventi parte dei processi produttivi e così avremo un’Italia profondamente rinnovata», ha aggiunto l’Amministratore delegato di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane.

Secondo Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità Garante della Privacy, «la direttiva Ue sulla privacy è ormai obsoleta, bisogna rivederla con un accordo internazionale. E, nell’attesa, sarebbe opportuno che i fornitori “notificassero” (cioè sottoponessero) i propri servizi cloud ai Garanti europei». A tal scopo, si attendono nuove regole a livello europeo, notoriamente più rigide rispetto a quanto attuato a livello nazionale.

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FONTE:Repubblica.it