I software tradizionali non sono ancora morti

di Claudio Mastroianni

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Microsoft, che ha costruito il suo successo proprio su questi applicativi, ci crede ancora: non è ancora giunto il momento per i SaaS di cantare vittoria...

«È interessante vedere alcuni dei nostri concorrenti sposare l’idea che il software sia morto. Penso che sia la dimostrazione del fatto che sono preoccupati che alla gente possa piacere di più ciò che già hanno a portata di mano».

Sono queste le parole con cui Microsoft, attraverso un suo portavoce, sembra voler rispondere alle numerose pressioni nei suoi confronti che giungono da media e investitori, preoccupati per il sempre crescente successo dei Software-as-a-Service.

Il colosso di Redmond ha infatti costruito il suo impero proprio su questo tipo di software off-line, fino a poco tempo fa l’unico tipo di applicativi a disposizione di utenti e aziende. Nonostante il panorama sia cambiato, però, Microsoft non sembra credere che un tipo di programmi possa scavalcare l’altro: «Il vero successo sarà nella combinazione fra i due».

Secondo il suo portavoce, infatti, «è affiscinante notare che anche alcune fra le compagnie che prima ci contraddicevano, ora stanno rilasciando strumenti come Gears in modo da poter essere off-line e ottenere il massimo vantaggio dai sistemi di calcolo».

Un chiaro riferimento a Google e ai suoi applicativi on-line, a cui Microsoft sembra voler controbattere con la forza dell’esperienza: un’offerta del «meglio dei software tradizionali in combinazione con i Software-as-a-Service».