GPLv3, il veto degli sviluppatori open source

di Marianna Di Iorio

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Secondo uno studio di Evans Data, gli sviluppatori open source non hanno intenzione di utilizzare la Versione 3 della General Public License a causa di alcune restrizioni

Soltanto il 6% dei maggiori sviluppatori di software Open Source ha deciso di adottare la GPLv3 (la Versione 3 della General Public License), rilasciata a Giugno dalla Free Software Foundation.

Lo rivela l’ultimo studio pubblicato da Evans Data, società che si occupa di effettuare ricerche di mercato, che ha analizzato un campione di 380 sviluppatori di software open source.

Il motivo che ha spinto gli sviluppatori a non voler adottare la nuova licenza è da rintracciare nelle parole di John Andrews, CEO di Evans Data.

In particolare, secondo Andrews «la GPLv3 è controversa perchè impone restrizioni su cosa è possibile fare con un determinato programma implementato sotto questa licenza». «Gli sviluppatori – ha aggiunto Andrews – sono confusi e divisi in merito a queste restrizioni […]».

Risulta, infatti, una spaccatura tra gli idealisti, che credono che tutti i software debbano essere liberi dai costi e liberi nell’utilizzo, e i pragmatisti che vogliono vedere i software open source intraprendere la via dell’utilizzo commerciale.

Inoltre, più del 40% degli intervistati ha dichiarato che non ha nessuna intenzione di lanciare il proprio lavoro con la Versione 3 della General Public License. Il 66%, invece, ha affermato che non intende utilizzare questa licenza almeno fino al prossimo anno.

Ad ogni modo, la GPLv3 prevede una clausola in cui si impedisce ai distributori commerciali di software di raggiungere accordi sulla licenza con alcuni utenti finali e non con altri.

Un chiaro riferimento all’accordo raggiunto lo scorso anno da Microsoft e Novell ed un unico punto a favore per la licenza per il fatto che il 70% degli intervistati ritiene che l’alleanza possa avere conseguenze negative sulla community Open Source.

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