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Sondaggio PMI.it sui servizi online per le aziende: il parere dei lettori

di LavoroImpresa

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Indagine PMI.it sull'efficienza dei servizi pubblici online per Pmi e studi professionali: protagonista il DURC.

Imprese e professionisti da una parte, Stato e servizi digitali dall’altra. Il risultato che emerge dall’indagine online condotta da PMI.it offre interessanti spunti di riflessione: aziende e studi professionali non vanno molto d’accordo con i servizi pubblici online per assolvere ai vari adempimenti analizzati: fiscali, previdenziali, informativi e autorizzativi, settori specifici.

I più efficienti (ma anche i più complessi) sono risultati essere i servizi web dell’Agenzia delle Entrate (adempimenti fiscali): a pensarla così è oltre il 30% dei contribuenti business. Il più richiesto, amato e odiato? Il DURC. Analizziamo i dati specifici.

Servizi più utilizzati

Fra i servizi pubblici online, dal sondaggio di PMI.it il protagonista assoluto è risultato proprio il Documento Unico di Regolarità Contributiva con il 56% delle preferenze: il più richiesto.

Il servizio più gettonato è dunque il rilascio del DURC: il 31,62% degli utenti di PMI.it lamenta una durata insufficiente della sua validità, mentre il 20% vorrebbe una procedura di invio più rapida rispetto ai tempi attualmente previsti. La restante parte resto, vorrebbe un’informazione più puntuale sull’autocertificazione e “qualche giorno in più” per evitare il DURC negativo. Quasi quattordici contribuenti su 100 ritengono particolarmente complessa la procedura per la richiesta online.

Dunque, quasi il 56% di imprese e professionisti utilizza ripetutamente la procedura per la richiesta della certificazione, necessaria per una molteplicità di attività d’impresa (appalti pubblici, bonus, ecc.) Un abisso se confrontato ad un limitato 7,53% di ComUnica, il sistema nato per “rivoluzionare” la procedura atta alla istituzione e avvio d’impresa (nella realtà non ancora effettivamente decollato). Le denunce INAIL, secondo i risultati del nostro sondaggio, sono il servizio meno utilizzato dai contribuenti. Un dato che fa riflettere.

Servizi più efficienti

In merito all’efficienza dei servizi pubblici online, a sorpresa – viste le difficoltà di ottenerlo in tempi rapidi e con esito positivo in numerose casistiche specifiche – a risultare più efficiente è la procedura per la richiesta e il rilascio del DURC (47,89%).

Imprese e consulenti, invece, hanno poca ammirazione per i bilanci XBRL, lo strumento che ha reso elaborabili i prospetti contabili delle società italiane. Solo uno su dieci lo ritiene efficiente.

Servizi da migliorare

Il sondaggio sui servizi che dovrebbero subire interventi migliorativi ha restituito pareri contrastanti: imprese e professionisti rinnovano il desiderio di vedere migliorata la procedura dell’onnipresente DURC (complice anche il fatto che risulta essere quella maggiormente utilizzata) mentre quasi un quarto dei nostri lettori ha individuato nella PEC (Posta Elettronica Certificata) quale servizio pubblico da migliorare.

I risultati della survey online di PMI.it cozzano con il programma di governo che ha fatto della dematerializzazione e digitalizzazione uno dei suoi cavalli di battaglia: l’ostentata semplificazione non si è ancora tradotta in strumenti di cui andare massimamente fieri. In effetti l’eccessiva laboriosità delle piattaforme e software per la gestione o trasmissione di procedure e pratiche è un ostacolo per parecchi imprenditori e professionisti, che lamentano anche numerose falle nei sistemi.

L’obiettivo di far dialogare contribuenti e istituzioni con un semplice click è ancora un’operazione più semplice a dirsi che a farsi. Non sorprende, dunque, il debutto di un decreto correttivo del codice dell’amministrazione digitale: conferire maggiore effettività alle norme di carattere programmatico non ancora attuate, promuovere alcune semplificazioni per l’interazione con la Pubblica Amministrazione e consolidare i sistemi di sicurezza per dati, sistemi e infrastrutture, con tanto di strumenti incentivanti.

Per il futuro si prevedono ulteriori novità in merito alla digitalizzazione: la PA darà l’addio definitivo alla carta per aprire le porte all’ICT per tutte le comunicazioni con imprese e professionisti. Gradualmente, infatti, la presentazione di istanze, dichiarazioni e scambio di dati sta già passando su Internet, in futuro canale esclusivo di interfacciamento.

Nel rispetto del principio dell’accertamento d’ufficio, scatterà il divieto per qualsiasi ente pubblico di richiedere a imprese o cittadini un documento che sia già disponibile presso altra pubblica amministrazione, con una corsia preferenziale per la posta elettronica certificata ai fini della trasmissione di ogni comunicazione.

Ma di tutto questo è ancora presto per dare giudizi. Ne riparleremo prossimamente, quando si chiederà a imprese e professionisti di esprimere il loro parere sulla procedura di semplificazione adottata dal governo, sulla conseguente digitalizzazione e se tali iniziative hanno portato le Pmi italiane ad essere più competitive grazie al venir meno di noiosi adempimenti burocratici.

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