Sappiamo che le PMI sono fondamentali per il tessuto economico del nostro paese: i dati ci dicono che queste danno lavoro a ben il 76% del personale dipendente. Come le aziende più grandi, anche le piccole e medie imprese devono adattarsi al contesto contemporaneo, in fortissima evoluzione, che vede tra le sfide principali innovazione tecnologica e competenze del personale.
PMI: attrarre e trattenere talenti passa anche dalla tecnologia
Attirare e trattenere i talenti è una sfida che non riguarda solo le grandi aziende ma anche le PMI. Recenti indagini di Adecco ci dicono che oltre il 30% delle Piccole Medie Imprese ha difficoltà ad attirare le giuste persone e sono tre i fattori principali rilevati dalla ricerca: scarsa possibilità di crescita professionale (32%); poca notorietà dell’azienda (21%), fattore rilevante soprattutto per le persone più giovani, che cercano un brand consolidato per il proprio percorso professionale; infine insufficienti benefit e welfare (19%).
La sfida però non si conclude con l’assunzione: sappiamo bene che i talenti vanno anche valorizzati e trattenuti. E anche quando si tratta di talent retention, crescita professionale e benefit giocano un ruolo chiave.
In che modo si inseriscono, in questo contesto, l’innovazione tecnologica e l’AI?
Le tecnologie più innovative, da molti viste come una sfida, sono una fortissima leva di attrazione soprattutto per il personale più giovane: lavoratori e lavoratrici con competenze digitali sempre più ampie prediligono imprese, grandi o piccole che siano, in cui la tecnologia si sfrutta quotidianamente, portando crescita professionale ed esperienza. L’innovazione, dunque, diventa a tutti gli effetti uno strumento di employer branding.
Innovazione digitale: sfida e opportunità
A che punto sono le PMI in questa corsa al cambiamento? Un cambio di passo si inizia a vedere: negli ultimi tre anni, per esempio, l’accesso alla banda larga ≥ 30 Mbit/s è passato dall’82,8% nel 2022 all’88,8%, così come sono aumentati gli accessi da remoto a tool lavorativi come e-mail e software aziendali (siamo quasi al 77% delle PMI).
Molto si può ancora fare, però: se nel 2024, circa il 70 % delle PMI italiane ha raggiunto almeno un livello “base” di digitalizzazione, solo una su quattro ha integrato davvero la tecnologia digitale nei propri processi, mentre molte sono ferme a una semplice presenza online.
AI: diffusione in crescita
Si vede anche una crescente introduzione dell’AI nei processi lavorativi: le PMI che usano almeno una tecnologia AI sono passate dal 5 % del 2023 all’8,2 % nel 2024, cifra che sale al 14 % se consideriamo le imprese con 50-99 dipendenti. È interessante però anche confrontare il dato con quello delle grandi aziende, che testimonia una ben maggiore diffusione dell’AI al 32,5 %.
L’AI può avere un impatto rivoluzionario, dall’automatizzazione di alcuni processi fino al ripensamento di modelli di business. Perché il cambiamento diventi strutturale, tuttavia, non basta comprare qualche software innovativo: serve una visione strategica che integri l’innovazione nell’azienda. Ed è necessario formare il personale e la governance.
Cambiamento tecnologico e culturale
I dati ci confermano che servono strategie che vadano oltre il breve termine e modelli sostenibili. Le PMI, come le grandi imprese, dovranno necessariamente mettere la digitalizzazione al centro di un cambiamento che sia non solo tecnologico ma anche culturale.
Via libera dunque a strumenti come la cross-fertilization, cioè lo scambio di competenze tra settori diversi, o l’open innovation, che porta le aziende a collaborare con startup, centri di ricerca e università, per innovare i processi e avviare nuove idee, progetti, crescita.
Un’ulteriore possibilità molto interessante per le PMI è stringere delle partnership strategiche grazie alle quali anche le aziende più piccole possono accedere a tecnologie innovative e competenze specialistiche che accelerano il cambiamento.
Il futuro delle PMI: adattarsi al cambiamento
Come abbiamo visto, nel mercato sempre più concorrenziale occorre adattarsi ai cambiamenti portati dalla digitalizzazione e dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. Serve comprendere le nuove tecnologie e avere personale capace di guidare il cambiamento, anziché subire l’evoluzione. Certo, le PMI non possono avere le stesse risorse delle grandi organizzazioni, perciò è fondamentale che la politica faccia la propria parte e dia attenzione a queste imprese così cruciali per la nostra economia, pensiamo agli incentivi per l’imprenditoria giovanile e le start-up, ma anche a quelli per implementare l’AI.
Se l’Intelligenza Artificiale non è più ormai una scelta di poche grandi aziende ma uno strumento di ampia diffusione, anche alle organizzazioni più piccole serve coglierne il potenziale, sfruttando la tecnologia in modo da portare valore anche alle persone. Innovarsi senza perdere la propria identità: ecco la sfida presente e futura che attende le nostre PMI.