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Mobile: pochi investimenti tra le PMI

di Francesca Vinciarelli

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La crisi influenza la spesa IT delle PMI italiane: solo il 30% investe in soluzioni innovative come le applicazioni di Business Mobility, mentre cresce il divario con le grandi imprese e si riduce la competitività.

Il Mobile, a dispetto delle previsioni, non è al centro dei programmi delle piccole e medie imprese italiane, almeno se si considerano gli investimenti in questo settore negli ultimi mesi.

Investimenti PMI

Solo il 30% delle PMI sceglie di investire in soluzioni mobili e considera tale investimento prioritario per sviluppare il proprio business. Per la restante parte, la Mobility non rappresenta una valida alleata per incrementare la propria produttività e crescere sul mercato (leggi di più sulla Smart Mobility).

Particolarmente significativo è il divario con le grandi aziende, in cui «nel 2013 la priorità attribuita agli investimenti in soluzioni mobili, funzionali al business aziendale, risulta alta o medio-alta nel 50% delle grandi aziende intervistate» – come afferma Paolo Catti, Responsabile dell’Osservatorio Mobile Device e Business App della School of Management del Politecnico di Milano. Qualche miglioramento in questo ambito si dovrebbe avere nel 2014, quando le PMI dovrebbero iniziare ad investire nel 37% dei casi, contro il 66% delle grandi aziende (approfondisci il tema del Mobile Working).

Ostacoli

Il motivo determinante di questa scelta è da ricercare nella crisi economica e nella riduzione del budget da destinare all’IT. Sempre nel comparto Mobile, poca fiducia tra le PMI è riservata anche alle applicazioni, dove solo il 25% delle stesse ha già introdotto una Mobile Business App, mentre il 47% dichiara di non avere alcune interesse verso questo tipo di soluzioni (ecco gli esempi pratici di Smart Mobility nel Business). Secondo Catti il problema non è solo economico, ma anche culturale. Il ritardo delle PMI, in questo senso, può essere recuperato attraverso apposite iniziative divulgative, esperienze ed incentivi che le istituzioni e le pubbliche amministrazioni in generale dovrebbero realizzare e promuovere.

Agenda Digitale

In generale l’alfabetizzazione digitale e le competenze informatiche diventano ancora più strategiche per tentare di ridare competitività al nostro paese, come richiede l’Agenda Digitale (vai al programma dell’Agenda Digitale), associando la formazione alla semplificazione normativa, alla riduzione della pressione fiscale.