Tanti auguri mouse!

di Alessandro Vinciarelli

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Il mouse compie quarant'anni dal suo debutto. Nel 1968 dall'idea di un ricercatore americano nasceva il topolino più famoso del mondo, ma forse è il momento di andare in pensione..

Esattamente quaranta anni or sono faceva il suo debutto sulla scena mondiale il mouse. L’idea è di Douglas Engelbart, ricercatore dell’Istituto tecnologico del Massachusetts (MIT).

Da quel momento in poi la diffusione di questo strumento ha raggiunto proporzioni inaspettate e le sue forme sono state plasmate per accogliere le esigenze più strampalate.

Moltissime le sue varianti di puntamento, ma alla fine la struttura originaria è quella che ha raccolto più consensi e che rimane la più utilizzata anche con l’avvento di notebook e pc ultraportatili.

Come tutte le grandi invenzioni, la storia del mouse ebbe un inizio burrascoso fatto di rifiuti illustri come quello di IBM e un conclusivi successo grazie alla fiducia della XeroX nei confronti del ricercatore Engelbart e del suo successo.

A partire da quel fatidico 1968, quando il primo mouse meccanico in realtà venne chiamato Bug, sono stati venduti più di un miliardo di questi dispositivi di puntamento, come ricorda Logitech che grazie al mouse ha costruito la propria fortuna.

La consacrazione avvenne negli anni 80, quando la Apple lo introdusse nel suo primo computer da scrivania Macintosh aprendogli la porta di milioni di case.

A questo punto, tuttavia, le strade del topolino sembrano diventare più pericolose e disseminata da ostacoli che potrebbero interrompere il suo cammino.

Da una parte una sempre maggiore precisione nell’interazione tra uomo e computer ha reso il mouse un dispositivo sul quale scommettere. In questo senso maggiori produttori, tra cui Logitech stessa, crede nelle prossime generazioni e nelle nuove tecnologie con riconoscimento del movimento.

Dall’altra gli ultimi anni hanno decretato la nascita di una nuova modalità di interazione con i computer che sembra soddisfare le esigenze di flessibilità e praticità degli utenti: lo schermo sensibile al tocco.

Rimaniamo quindi in attesa degli sviluppi del mercato, che decreteranno inequivocabilmente se il caro vecchio mouse ha completato la sua strada e potrà godersi una meritata pensione, oppure continuerà a offrirci il suo prezioso contributo per un più piacevole utilizzo del computer.