Crisi economica anche nei settori Tlc e Mobile

di Marco Mattioli

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Breve analisi delle ripercussioni di mercato nel settore delle Telecomunicazioni fisse e mobili, causate dalla congiuntura economica internazionale

I segnali della crisi economica sul mercato delle Telecomunicazioni non lasciano adito a dubbi: le indagine di NetConsulting per Assinform indicano che già nel 2008 il settore delle Tlc ha registrato una diminuzione di fatturato (0,2% rispetto al 2007), nonostante il contributo positivo dei servizi erogati su rete mobile.

Nel dettaglio, il valore complessivo del mercato è influenzato pesantemente dal -2% derivante dalla rete fissa, non bilanciato adeguatamente dalla rete mobile che ha segnato un +1,3%. Significativa, in termini di clientela, anche la diminuzione nel comparto business (+1,8%).

L’attivazione di linee mobili continua oggi ad essere in lieve crescita (troppo lieve) parallelamente ai servizi di fonia e dati. Questi ultimi hanno assunto nel 2008 un peso sempre più rilevante, attestandosi intorno al 28% nel panorama dei servizi mobili. Ma la situazione attuale è preoccupante.

L’acuirsi della crisi mondiale nel secondo semestre 2008 ha inevitabilmente investito anche i settori Tlc e Mobile e già dopo il primo trimestre 2009, la situazione si conferma sempre più complessa.

Le stime indicano una crescita potenziale dello 0,7%, ma i risultati delle trimestrali dei principali produttori (vedi Nokia) hanno gettato nello sconforto il Mercato. Tanto più che i dati previsionali sembrano ora venire tutti rivisti al ribasso.

La tecnologia WiMax, ancora in cerca di conferme (vane?) specie in Italia, sta conoscendo una battuta d’arresto a livello internazionale. Per Infonetics la sua declinazione mobile avrebbe già superato quella fissa – per uso e diffusione – fungendo da traino per una ripresa prevista nel 2010. Ma la crisi potrebbe ribaltare le prospettive.

Anche il settore della telefonia mobile non è stato risparmiato, dopo anni di crescita continua: le consegne mondialdi cellulari a livello mondiale sono diminuite nel quarto trimestre 2008 del 12,6% rispetto al medesimo periodo del 2007, nonostante il periodo natalizio.

Il comparto smartphone è senza dubbio destinato a guadagnarsi la leadership all’nterno del segmento. Nel 2008, infatti, le vendite hanno prodotto un vero boom, con un incremento di oltre il 22%.
Secondo i dati Juniper Research, questi device rappresenteranno nel 2013 il 23% circa del settore (+90% nei prossimi 5 anni), grazie alla preferenza accordata dall’utenza professionale (con il suo solido potere d’acquisto) proponendosi come valida alternativa ai pc portatili in numerose situazioni di lavoro.

Le principali aziende del mercato Tlc e Mobile stanno comunque attraversando serie difficoltà ma dai tratti eterogenei, tanto che di fatto non è facile trovare una risposta adeguata per individuare un via d’uscita comune. Per provarci, guardiamo a due casi esemplari e, in un certo senso,rappresentativi della crisi in atto.

Motorola

Sta attraversano una crisi che potrebbe apparire senza sbocchi.
Prima il calo occupazionale con numerosi licenziamenti ed ora l0e’eventualità di abbandonare la piattaforma Windows Mobile, nonostante la presentazione al CES 2009 del palmare MotoSurf A3100: puntando su Android, il sistema operativo di Google, spera di poter raccogliere nel tempo i favori della clientela e far tornare il segno più nelle vendite.

Il bilancio 2008, infatti, si è chiuso con un passivo di circa 3,5 miliardi di dollari, con un calo di vendite di oltre il 50% nell’ultimo trimestre rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

Del resto, il produttore statunitense da diverso tempo incontra difficoltà nel proporre device in grado di raccogliere i favori del grande pubblico sul piano squisitamente tecnico. Non può infatti bastare presentare modelli esclusivi come Aura, capace di soddisfare solo l’utenza di fascia alta a causa del suo prezzo elevato.

Telecom Italia

Il piano industriale di Telecom Italia prevede un intervento di riduzione degli organici di circa 4mila unità sul territorio nazionale, cui si aggiungeranno altri 5mila licenziamenti entro il 2010.

L’obiettivo è di ottenere una riduzione dei costi di circa 2 miliardi di euro nel 2011 ed un conseguente aumento dell’efficienza complessiva. Parallelamente dovrebbe iniziare un programma di razionalizzazione dei processi e di ottimizzazione organizzativa.

Le questioni finanziare sembrano aver oscurato l’aspetto legato all’offerta dei servizi, che comunque restano fortemente orientati alle offerte integrate voce/dati finalizzate a conquistare il pubblico, consumer e business, con soluzioni economicamente non troppo dispendiose.

In generale, quindi, una possibile via per risollevarsi dall’attuale situazione è probabilmente quella dell’innovazione ICT, per far crescere la competitività tra le aziende cercando di ottimizzare le risorse già disponibili.

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