Mobile Payment in Italia: tecnologie e servizi

di Redazione PMI.it

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Mobile e Proximity Payment: fotografia in Italia e analisi dell'Osservatorio School of Management Politecnico di Milano.

Mobile Payment più semplice per clienti ed esercenti, servizi aggiuntivi per il consumatore (ers.: scontrino parlante via Cloud), coupon e sconti sugli acquisti via smartphone: sono alcuni degli obiettivi che accomunano gli attori della filiera, impegnati a far decollare anche in Italia i pagamenti Mobile per sfruttarne l’enorme potenziale di mercato. Su questo fronte siamo in ritardo. Per quanto sia da ammettere che i player internazionali (Apple, Samsung, Microsoft, solo per citarne alcuni) stanno ancora studiando le tecnologie migliori, non si può negare che il nostro Paese è molto indietro sui pagamenti elettronici, con un uso del contante ben saldo oltre il 50%.

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Se non altro, nel 2015 si è registrato un aumento delle operazioni con carte e bancomat (+5,6%, con un transato stimato in 164 miliardi di euro) e tramite canali digitali come pc, tablet o smartphone (+22%, a quota 21 miliardi di euro).  A fare il punto è la ricerca Mobile Payment ed e-commerce dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano. 

New Digital Payment

L’81% è frutto di acquisti via pc e tablet, mentre per il 13% di pagamenti via smartphone, in decisa crescita (+48%) ma ancora relativamente pochi. L’acquisto via smartphone avviene tramite app o siti mobili.

  • Il Mobile Remote Commerce vale circa 1,7 miliardi e pesa per circa il 10% sul settore e-Commerce. Secondo le stime, raggiungerà 4,2-4,8 miliardi nel 2018, con una quota di mercato destinata a superare il 15%.
  • Il Mobile Remote Payment, invece, fa registrare un aumento del 75% e supera i 300 milioni di euro, grazie sopratutto al pagamento di bollette (57 milioni di euro, +172%), e trasporti, che supera i 40 milioni di euro (solo nel 2015, 6 milioni di biglietti di trasporto pubblico, 6 milioni di corse in car sharing, 3 milioni di soste). Stima 2018: oltre i 500 milioni di euro.

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Contactless Payment

I pagamenti contactless hanno generato 700 milioni di euro tramite uso di carte e 500 milioni tramite telefono. L’infrastruttura, spinta anche dai nuovi obblighi di legge, ha visto i POS abilitati crescere del 100% rispetto al 2014. Resta il fatto che la maggioranza di chi utilizza le carte per pagare non lo fa in modalità contactless (1 transazione su 85). Un ruolo fondamentale lo possono giocare i negozi e la grande distribuzione, “forzando” i clienti a questo tipo di pagamento.

mobile payment

Tecnologie

Gli stakeholders che hanno partecipato alla tavola rotondaEngage our customer” organizzata dall’Osservatorio Mobile Payment e Commerce – da Ingenico (che realizza POS) a Esselunga (distribuzione alimentare) – segnalano la necessità di semplificare tecnologie e interfaccia per l’operatore alla cassa. Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio, propone:

«i protagonisti dell’offerta attivino un sano confronto con il mercato per rendere più attraente l’esperienza d’uso per i clienti».

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Un segmento su cui lavorare è quello dei Mobile Proximity Payment, i pagamenti da Mobile che si effettuano in negozio e non da remoto. I driver per la crescita, oltre allo sviluppo di tecnologie efficaci, sono specifiche politiche di fidelizzazione del cliente, su cui i vari attori della filiera lavorano (offrendo promozioni e servizi a valore aggiunto, creando un’esperienza di acquisto in un cui il pagamento è di fatto solo un passaggio).

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Sul fronte p2p, i pagamenti peer-to-peer tra privati sono ancora pochi (10 milioni d euro di transato), ma il panorama è effervescente grazie all’interesse dei grandi attori del Web (Google, Facebook, Whatsapp, Twitter, Apple), a nuovi circuiti di operatori bancari (Jiffi di SIA e ZAC di ICBPI), servizi già consolidati (PosteMobile, PayPal, MoneyGram) e altri sul trampolino di lancio. Sono 328 le start-up attive nel settore Mobile Payment, 64 in più rispetto al 2014, che in diversi casi hanno raccolto importanti finanziamenti o sono state protagoniste di processi di acquisizione.