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Provisioning dinamico di IBM per un Cloud senza compromessi

di Francesca Vinciarelli

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IBM brevetta un nuovo meccanismo automatico per ottimizzare la gestione della capacità di banda: il provisioning dinamico consentirà di offrire servizi cloud alla massima efficienza.

Il brevetto statunitense n. 8.352.953 (U.S. Patent #8,352,953) consente ad IBM di portare sul mercato un nuovo meccanismo per la gestione dinamica della capacità di banda della rete all’interno di un Cloud. Si chiama Dynamically Provisioning Virtual Machines e consente in impostare in automatico l’accesso degli utenti a un sistema di cloud computing in funzione della disponibilità di banda della rete.

I vantaggi

Per gli analisti, questo nuovo brevetto potrebbe portare a miglioramenti significativi delle prestazioni, dell’efficienza e dell’economia di un sistema cloud, soprattutto per quei contesti in cui i servizi offerti in cloud sono suscettibili a variazioni significative della domanda da parte degli utenti. “Oggi i consumatori usano dispositivi di ogni tipo e si aspettano che le loro app e la loro esperienza di navigazione funzionino sempre, hanno ‘tolleranza zero’ per i colli di bottiglia nella banda di rete” – spiega Ed Suffern, IBM systems engineer e responsabile del team di inventori del brevetto. “L’invenzione brevettata di provisioning dinamico di IBM aiuterà i fornitori di servizi cloud ad aumentare le prestazioni della rete e a migliorare la soddisfazione dei clienti”.

Come funziona

Tecnicamente, IBM ha cercato di spostare il problema delle risorse sul networking piuttosto che su CPU e memoria. Il provisioning della banda di rete, all’interno del sistema cloud, viene gestito da un software specifico, che acquisisce i dati dal database di gestione delle informazioni degli switch di rete, in modo da determinare la banda utilizzata o richiesta da ciascun indirizzo IP assegnato a ciascuna VM e di conseguenza riassegnare la banda disponibile. Prospettiva che sembra particolarmente premiante per contesti estremamente dinamici in cui deve essere mantenuta l’efficienza complessiva del sistema stesso, consentendo a processori, memoria e rete di lavorare tutti a livelli ottimali. Tra questi siti d’aste o rivenditori online, motori di ricerca, siti web di agenzie pubbliche e di news o siti online di importanti eventi sportivi.