Svelati i guadagni degli spammer

di Tullio Matteo Fanti

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Uno studio condotto dall'Università della California ha cercato di fare luce sui guadagni derivanti da una attività particolare, e sempre più diffusa, come quella dello spamming. Con non poche sorprese

Si può vivere di solo spamming? Una domanda difficile, la cui risposta è sinora stata appannaggio esclusivo di chi aveva deciso di intraprendere realmente e con serietà tale strada. Alcuni ricercatori della Università della California hanno così deciso di fare una una prova sul campo e osservare dal vivo i risultati ottenuti.

«Il modo migliore per misurare lo spam è essere spammer». Questo il motto dei ricercatori, i quali si sono così inseriti furtivamente all’interno di una rete di computer chiamata Storm, normalmente utilizzata dagli spammer per inviare lo spam senza essere notati e che tiene sotto controllo circa un milione di macchine.

Divenuti così spammer per un mese, i ricercatori hanno cercato di invitare le vittime ad effettuare acquisti presso un falso portale farmaceutico, pubblicizzando un prodotto naturale in grado di far aumentare la libido. Naturalmente, al momento di effettuare l’acquisto, l’operazione veniva interrotta con l’apparire di un errore.

350 milioni di email spazzatura dopo, la campagna ha portato solamente a 28 acquirenti, con una percentuale di risposta pari a meno dello 0.00001%. Si tratta di un valore bassissimo, ma bisogna considerare come lo studio abbia utilizzato solamene una frazione dei computer della rete, ovvero 75.869.

Rapportando il valore ottenuto all’intera rete, i ricercatori hanno stimato un sistema in grado di portare ad un guadagno pari a circa 2 milioni di dollari all’anno, ovvero 7.000 dollari al giorno. Nella realtà, gli spammer non dovrebbero però arrivare a tali cifre, senza considerare i costi sostenuti per gestire il traffico di email spazzatura.

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