Portare 10.000 PMI europee all’interno di piattaforme sicure di condivisione dei dati nei prossimi 18 mesi: è l’obiettivo (sfidante a dir poco) che si è posto Aruba per superare a uno dei principali colli di bottiglia dell’innovazione industriale europea. Di fatto, è anche il cuore dell’iniziativa presentata, al Data Spaces Symposium di Madrid, dal Data Space Adoption Forum, coalizione di cui Aruba è tra i membri fondatori.
Anche le PMI sui data space europei
Per capire cosa può cambiare per le imprese di minori dimensioni che adottano un modello data space-connector-as-a-service, abbiamo intervistato Marco Mangiulli, Chief Innovation Officer di Aruba.
Finora i data space sono stati percepiti come complessi e costosi. In termini pratici, quali tempi, competenze e investimenti minimi servono oggi a una PMI per entrare in un data space grazie a questa iniziativa?
È vero: finora l’ingresso in un data space richiedeva competenze tecniche avanzate, investimenti iniziali significativi e tempi di integrazione paragonabili a quelli di un progetto IT strutturato. Questo rappresentava una barriera importante per molte PMI, soprattutto per quelle prive di un dipartimento IT o con risorse interne limitate.Con un modello “dataspace-connector-as-a-service”, l’obiettivo è superare completamente questa logica. Una PMI non deve più progettare, sviluppare, installare e gestire un connettore in modalità self-hosted, né affrontare direttamente la complessità legata a onboarding, compliance e gestione del trust.
Il processo diventa automatizzato e standardizzato. L’attivazione può avvenire in tempi estremamente rapidi, potenzialmente immediati, soprattutto quando è integrata con il framework europeo dell’identità digitale e con meccanismi di identificazione e verifica già riconosciuti a livello eIDAS.
Le competenze richieste internamente si limitano alla gestione dei propri dati e dei propri casi d’uso. L’infrastruttura tecnica, la gestione dei connettori e gli aspetti di conformità vengono erogati come parte integrante del servizio. Questo consente a una PMI di entrare in un data space con un impegno paragonabile all’attivazione di un servizio cloud gestito, non a un progetto IT complesso.
È proprio su questa semplificazione radicale che si innesta il lavoro del Data Space Adoption Forum: un set di componenti open source, basati sugli Eclipse Dataspaces Components e su un’architettura multi-tenant, pensati per abbattere costi e complessità di onboarding.
Semplificazione grazie al modello as-a-service
Il modello “as-a-service” può diventare leva di competitività per le PMI italiane ed europee?
Assolutamente sì. Il modello “as-a-service” riduce drasticamente la barriera d’ingresso e consente anche alle imprese di minori dimensioni di partecipare a ecosistemi digitali avanzati.La competitività oggi si gioca anche sulla capacità di integrarsi in filiere digitali sicure, interoperabili e conformi alle normative europee. Le grandi aziende stanno già strutturando le proprie supply chain su modelli di scambio dati governati e certificati: rimanerne fuori significa rischiare di perdere opportunità di mercato.
Se l’accesso ai data space diventa semplice quanto attivare un servizio cloud, le PMI possono condividere dati in modo controllato, valorizzare informazioni che oggi restano inutilizzate e accedere a nuove opportunità di collaborazione.
In questo senso, il modello “as-a-service” diventa un abilitatore della competitività europea, perché democratizza l’accesso a infrastrutture digitali avanzate.
Un punto chiave dell’iniziativa è proprio il ruolo dei cloud provider e dei managed service provider, che diventano il livello abilitante per portare queste tecnologie nelle filiere industriali locali, sfruttando infrastrutture cloud federate e Cloud Exchange Point.
Casi d’uso e vantaggi pratici
In quali casi d’uso vedete il maggiore ritorno per le imprese più piccole nei prossimi anni?
Nei prossimi 12–24 mesi vediamo un ritorno particolarmente significativo in quattro ambiti distinti. Il primo è la tracciabilità di filiera, che sta diventando un requisito normativo e commerciale sempre più stringente. Pensiamo al Digital Product Passport, che richiederà la disponibilità strutturata di informazioni lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. I data space rappresentano un’infrastruttura naturale per condividere questi dati in modo standardizzato, verificabile e governato.Il secondo ambito è la compliance normativa, in particolare su ESG (Environmental, Social and Governance), sostenibilità e reporting digitale. La possibilità di scambiare dati certificati e basati su attributi verificabili riduce il carico amministrativo e aumenta l’affidabilità delle informazioni.
Il terzo riguarda l’ottimizzazione della supply chain. Qui il valore è prevalentemente economico: l’accesso controllato a dati condivisi consente una migliore pianificazione, riduce i rischi, aumenta la resilienza e abilita capacità predittive più avanzate.
Infine, vediamo un forte potenziale nelle applicazioni di intelligenza artificiale. L’AI ha bisogno di dati affidabili, condivisibili e governati. I data space permettono alle PMI di partecipare a ecosistemi di dati federati, mantenendo il controllo sulle condizioni d’uso e sui diritti di accesso. Questo apre la strada a servizi avanzati basati su AI, dall’analisi predittiva alla manutenzione intelligente, senza dover costruire infrastrutture proprietarie complesse.
In tutti questi casi, il valore per le PMI deriva dalla possibilità di accedere a infrastrutture digitali evolute in modo proporzionato, sostenibile e scalabile.
Un modello industriale replicabile a tutto tondo
La demo e il workshop sviluppati insieme a Catena-X mostrano come questo approccio stia già generando valore nel settore automotive, che conta oltre 800.000 fornitori, in gran parte PMI. Ma l’ambizione del Data Space Adoption Forum è più ampia: rendere questo modello applicabile a più settori industriali e a diversi data space in parallelo.
Per le PMI italiane ed europee, il messaggio è chiaro: i data space non sono più un terreno riservato ai grandi gruppi. Grazie a un onboarding standardizzato, open source e “as-a-service”, diventano un’infrastruttura accessibile per innovare, restare competitivi e rispondere alle nuove esigenze normative e di mercato.