Nessuna città italiana rientra nelle prime 50 posizioni della classifica mondiale dedicata alle Smart Cities, che vede sul podio Zurigo, Oslo e Ginevra. Secondo lo Smart City Index 2025, le metropoli del Belpaese arretrano nella graduatoria a causa di un ritardo strutturale su tematiche chiave, come innovazione e sostenibilità urbana.
Su 146 città analizzate in tutto il mondo, nessuna italiana figura tra le prime cinquanta aree urbane che riescono a coniugare al meglio innovazione digitale, sostenibilità e qualità della vita, sebbene l’Italia vanti un grande potenziale creativo e tecnologico.
Roma, ad esempio, si trova solo al 139° posto, mentre Milano è ferma al 97° posto e Bologna si colloca in 83a posizione.
Dietro questa carenza si celano criticità strutturali come il traffico veicolare, l’inquinamento atmosferico, la governance poco incisiva, oltre alle disuguaglianze territoriali, alle difficoltà nel trattenere i talenti e alla scarsa capacità di attrarre investimenti.
Da parte degli esperti, come REair, arrivano alcune soluzioni per diffondere nelle città tecnologie attive, intelligenti e replicabili, portando le metropoli italiane verso un futuro sempre più innovativo e green oriented:
- eCoating fotocatalitico (rivestimento mangia-smog) per abbattere gli inquinanti atmosferici;
- trattamenti nanotecnologici per ambienti indoor;
- mobilità predittiva basata sull’Intelligenza Artificiale, per ottimizzare il traffico cittadino e dei trasporti pubblici;
- raccolta intelligente dei rifiuti con sensori IoT, attraverso cassonetti smart e raccolta automatizzata;
- edifici intelligenti e manutenzione predittiva;
- microgrid urbane e scambio locale di energia rinnovabile;
- tetti biosolari e pareti verdi, integrando fotovoltaico e vegetazione per mitigare l’effetto isola di calore e aumentare la resilienza climatica;
- agricoltura verticale assistita dalla AI;
- connettività 5G/6G e Internet of Things urbano, per il monitoraggio e il controllo in tempo reale di servizi pubblici, mobilità e sicurezza;
- sistemi predittivi per la gestione dei disastri ambientali.