Telemedicina, mercato in crescita

di Marianna Di Iorio

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In Europa, così come nel resto del mondo, cresce il bisogno di telemedicina. Lo afferma una nuova indagine realizzata da Frost & Sullivan

La telemedicina si è trasformata in un mercato con un forte potenziale di crescita, ma i notevoli costi rendono difficile il suo sviluppo in Europa come nel resto del mondo. Lo afferma una nuova indagine pubblicata da Frost & Sullivan, SAS Competitive Benchmarking of Telemedicine Vendors in Europe.

Come rivela l’indagine, il mercato europeo della telemedicina vale poco meno di 120 milioni di dollari (nel 2007) e si stima una crescita pari a 236 milioni di dollari entro il 2014.

Anche nel nostro Paese si manifesta la voglia di incrementare il servizio, per migliorare la qualità dell’assistenza fornita e per ridurre al minimo la spesa sanitaria. Se da una parte, però, diminuiscono i costi per computer, software e sistemi di telecomunicazioni, d’altra parte le spese di installazione restano ancora molto elevate e non consentono, dunque, di agevolare la spinta verso la crescita.

«Se è chiaro che l’industria della telemedicina è nel bel mezzo di grandi cambiamenti, è difficile dire in che stato sarà il mercato negli anni a venire. Lo sviluppo tecnologico in corso potrà risolvere alcuni problemi legati alla crescita di questo settore e anche fornire alcune risposte alle sfide più importanti. La rete di comunicazione della telemedicina potrà essere in grado di avvantaggiarsi dei progressi recenti nell’infrastruttura delle telecomunicazioni e della crescita nelle comunicazioni digitali. Non c’è dubbio che i più recenti sviluppi tecnologici avranno numerose applicazioni nella telemedicina», ha affermato Janani Narasimhan, analista di Frost & Sullivan.

Per rendere effettivo il suo sviluppo, molte aziende stanno cercando di ridurre i costi delle applicazioni hardware e software e allo stesso tempo le strutture sanitarie sono sempre più propense ad utilizzare strumenti tecnologici per monitorare i loro pazienti a distanza.

Ad ogni modo, è ancora lunga la strada da percorrere. Infatti, «coloro che hanno già adottato per primi la tecnologia ritengono che i prezzi debbano ridursi di almeno un quinto, prima che la Telemedicina possa divenire più accessibile ai pazienti», ha concluso l’analista.

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