Windows Phone 7: primo update? Un passo falso

di Giuseppe Cutrone

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Non è stata una prima volta da ricordare per Microsoft il rilascio del primo aggiornamento per Windows Phone 7, che ha causato più di qualche difficoltà a diversi utenti Samsung su cui gira la nuova generazione del sistema operativo di Redmond.

Atteso da più parti con trepidazione, l’update che Microsoft ha rilasciato un paio di giorni fa si è dimostrato piuttosto problematico per i possessori dei Samsung Omnia 7 e Focus, al punto da portare, in alcuni casi, alla totale impossibilità di utilizzare lo smartphone, se non dopo una visita al centro assistenza del produttore.

È accaduto infatti che, una volta ricevuta la notifica della disponibilità di una nuova versione del software da installare, e avviata la procedura d’aggiornamento, questa si bloccasse dopo alcuni passaggi, pare tra il sesto e il settimo step, portando in alcuni casi al blocco dello smartphone.

Un danno recuperabile con un semplice riavvio del device e conseguente mancata installazione dell’aggiornamento in alcuni casi, mentre in altri si è dovuto ricorrere all’assistenza per reinstallare il firmware originale che, dopo il fallito update, si era corrotto impedendo il regolare caricamento dell’apparecchio.

Il motivo del problema? In alcune versioni del firmware installato (contraddistinte dalle sigle JI9, JID e JJ4) sugli smartphone Samsung coinvolti: quindi, non una causa imputabile direttamente a Microsoft, la quale non ha però potuto evitare una pessima figura proprio nel momento in cui sta profondendo le maggiori energie per farsi spazio nel difficile mercato della telefonia mobile.

La vicenda ha suscitato ovviamente l’interesse di quanti si occupano di sicurezza in questo settore, visto che le conseguenze hanno avuto degli impatti di non poco conto sulla funzionalità di un buon numero di apparecchi. Non a caso, c’è stato chi non ha mancato di sottolineare come con gli approcci utilizzati da Apple e BlackBerry riguardo il rilascio di aggiornamenti dei propri prodotti difficilmente avrebbe portato a problemi tanto evidenti.

Per molti, il fatto che l’azienda a cui spetta la gestione del software operativo agisca con una certa autonomia rispetto all’azienda che realizza fisicamente il telefonino può portare a simili “fraintendimenti” i quali, a loro volta, possono causare dei conflitti tra firmware e sistema operativo come accaduto con Samsung.

Quasi la stessa situazione in cui versa tra l’altro Android, anche se Google lascia molto più campo libero ai produttori nell’adattamento del sistema operativo ai vari dispositivi, anche se i rischi rimangono nonostante finora non abbiano portato a passi falsi così clamorosi come quello che ha visto protagonista Windows Phone 7 e che a Redmond si augurano rimanga isolato.