Web e carta di credito, rapporto scomodo per utenti e aziende

di Giuseppe Goglio

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Resta sempre problematico il rapporto tra italiani e carte di credito. In modo particolare quello tra italiani e acquisti online, quando di mezzo c’è proprio una carta di credito.

Una situazione che rischia di creare complicazioni a tutte quelle aziende decise a puntare sul Web per incrementare il proprio fatturato o recuperarne una parte di quello ceduto alla concorrenza internazionale.

I risultati di una ricerca condotta da Rissc per conto di Cpp Italia (la divisione locale di una società  inglese che affronta le problematiche legate all’uso delle carte di pagamento) al riguardo parlano chiaro.

Sono infatti meno di un terzo (il 30,9%, per la precisione) i titolari di carta di credito a utilizzare il servizio di notifica tramite SMS degli acquisti effettuati utilizzando il proprio titolo di pagamento. Ancora meno, il 13,7% quelli che hanno deciso di attivare un software per aumentare il livello di sicurezza in fase di acquisto online.

Chi è causa del suo mal pianga sé stesso, verrebbe prima di tutto da dire. Cioè, da questi dati sembra che la rinomata diffidenza italiana nei confronti delle carte di credito, nel Web e in misura maggiore nella combinazione di entrambi, alla fine sia proprio una delle ragioni per cui pagare con carta di credito su Internet diventi veramente rischioso anche quando non c’è motivo di avere timori.

Sempre dalla ricerca, emergono dati significativi sulla reale conoscenza dell’argomento. Come misure di tutela, il 65,1% si limita infatti a mettere la firma sul retro della carta, il 61,1% cura con attenzione la fase di addebito (probabilmente senza sapere che una eventuale frode degna di tale nome in questa fase sarebbe praticamente impossibile da cogliere). Poco più del 20% inoltre, procede alla verifica degli estratti conto.

Scaricare tutte le colpe sugli utenti però non sarebbe corretto. Anche le banche potrebbero offrire un contributo migliore, che aiuterebbe le aziende a espandere il proprio giro di affari.

Per esempio, risulta che poco più della metà  delle carte di credito emesse nel 2006 in Italia, non siano mai state usate, aumentando così i costi di gestione complessivi. Una buona parte di quelle scadute inoltre, non viene restituita agli istituti che le hanno rilasciate, i quali non sono in grado di sapere se e come sono state distrutte.

Un aspetto che invece la ricerca non prende in considerazione è la lungimiranza di alcuni circuiti di pagamento. Il tanto sbandierato servizio di notifica via SMS in certi casi non è gratuito, come suggerirebbe il buon senso, ma viene fornito a pagamento, in aggiunta naturalmente ai vari costi di gestione della carta.

Come dire: se un utente vuole un livello di sicurezza adeguato al servizio, allora paghi, altrimenti si arrangi. Con il risultato di perdere la transazione, e la relativa commissione, a favore, nella migliore delle ipotesi, dei contanti.

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