Vecchia falla per Windows: chi non muore si rivede

di Pasquale Miele

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Un vecchio “cerotto” applicato al sistema operativo di casa Microsoft ha mostrato la sua impotenza verso un bug vecchio di circa cinque anni. Per gli esperti si tratta di un problema legato al codice di Windows che potrebbe permettere il furto di password e altri dati personali.

Secondo il sito theage.com, la falla sarebbe stata scoperta dall’hacker Beau Butler che l’ha dimostrata durante una conferenza di hacking tenutasi in Nuova Zelanda.

La pericolosità del bug è molto alta, come affermato dagli stessi sviluppatori di Microsoft, i quali hanno iniziato a lavorare freneticamente per rimpiazzare la patch “inutile” rilasciata cinque anni fa. In particolare, si sta lavorando sia su Vista che su Xp visto che la vulnerabilità colpisce tutti e due sistemi: sembra però che la falla non interessi le versioni statunitensi degli OS.

Per il momento Beau Butler ha deciso, responsabilmente, di non rilasciare nuove informazioni fino al rilascio di una patch da parte di Microsoft. Ad oggi l’unico dato certo è che, solo in Nuova Zelanda, più di 160 mila PC soffrono di questo problema: in tutto il mondo il numero ammonterebbe a decine di milioni.

Agli utenti di Windows non resta altro che attendere l’uscita della relativa patch; a chi invece, come me, è sempre polemico, c’è da chiedersi come sia possibile che un OS pecchi di un errore così grave nel suo codice sorgente. Errore umano?

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