Rifiuti: dopo SISTRI, RENTRI in vigore dal 2024

di Noemi Ricci

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Nuovo sistema per la tracciabilità dei rifiuti, il RENTRI (dopo il flop del SISTRI) entrerà in vigore nel 2024: ecco tappe, obblighi, accessi e costi.

Il SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) non è mai decollato, generando solo caos tra gli operatori. Entrato in vigore nel 2013 (cominciando dai rifiuti pericolosi), dal  2019 non è più operativo (in base all’articolo 6 del dl 135/2018) e, dopo un periodo di stallo, ha preso il via la sperimentazione del nuovo sistema per la tracciabilità della circolazione dei rifiuti denominato R.E.N.T.Ri (Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti), a sua volta in forte ritardo.

Vediamo il cronoprogramma per la sua entrata in vigore e come funzionerà.

Cronoprogramma RENTRI

La bozza del decreto MiTE, con il Regolamento RENTRI ed i nuovi modelli (registri di carico e scarico e formulari d’identificazione) sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale tra novembre e dicembre 2022, con entrata in vigore dopo due mesi, dunque a inizio 2023: da quel momento, dovranno poi passare altri 12 mesi prima dell’avvio delle iscrizioni, che a questo punto slittano al 2024.

Slitta dunque di altri due anni l’avvio del sistema, dopo un lungo iter di approvazione che vede come prossime tappe l’approvazione del Consiglio di Stato a luglio, il via libera della Commissione Europea atteso per settembre ed i pareri degli altri Ministeri attesi per ottobre.

Meno oneri in vista

La buona notizia riguarda i costi prennunciati dal Ministero:

Gli oneri di iscrizione per i soggetti obbligati saranno sensibilmente inferiori rispetto a quelli del SISTRI.

Stop anche alla costosa installazione di nuovo hardware (chiavette usb e black box). In generale, il RENTRI mira a superare le difficoltà del passato, grazie anche al supporto dell’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, di Unioncamere e del sistema camerale italiano.

RENTRI: come funziona il nuovo SITRI

La necessità di avviare un nuovo sistema per la tracciabilità dei rifiuti deriva dall’attuazione delle Direttive Comunitarie che indicano in un registro nazionale un tassello fondamentale per l’economia circolare. Il progetto rientra peraltro negli obiettivi del PNRR, strategico per la necessaria conoscenza delle quantità e della qualità dei rifiuti prodotti e avviate a trattamento. Tra gli obiettivi del RENTRI c’è quello di ottimizzare e ridurre al minimo le attività manuali automatizzando l’invio delle informazioni previste dalla legge.

=> Tracciabilità rifiuti: da SISTRI a RENTRI

Si tratta di un sistema semplificato che ha l’obiettivo di verificare la funzionalità e la fruibilità di alcune delle funzioni del Registro elettronico nazionale ed in particolare l’interoperabilità con i sistemi gestionali attualmente in uso alle aziende.

Il prototipo oggetto si sperimentazione mira a consentire alle imprese, come più volte richiesto durante le fasi di consultazione con le associazioni di settore sulla proposta di regolamento di disciplina del Registro Elettronico Nazionale, di valutarne l’interoperabilità con il Registro dei sistemi gestionali.

A luglio 2021, a fronte della firma del protocollo di adesione alla sperimentazione da parte delle Associazioni datoriali, si è partiti con la sperimentazione per testare in maniera pratica le funzionalità e le procedure operative del Registro, anche grazie al supporto fornito dalle associazioni e dalle imprese del settore ICT, con le quali è già stata avviata una prima condivisione delle soluzioni tecnologiche previste.

L’interoperabilità sui FIR è stata introdotta a fine 2021 e la sperimentazione andrà avanti fino alla pubblicazione del decreto ministeriale.

Accesso al RENTRI via SPID

L’accesso deve essere effettuato preliminarmente dal rappresentante dell’impresa o altro soggetto con poteri riconosciuti in visura camerale (es. procuratore). L’accesso al RENTRI avviene esclusivamente mediante autenticazione digitale, quindi con SPID, CIE, CNS, TS-CNS. Il sistema, in prospettiva, potrà riconoscere ed accettare tutti i tipi di SPID esistenti. Inizialmente il RENTRI utilizzava un provider per l’autenticazione SPID che non prevedeva l’utilizzo dell’identità per la persona giuridica. Ora questo limite è stato superato e l’utilizzo delle identità di tipo 2 è ora consentita. L’identità di tipo 4 (ID uso professionale Persona Giuridica) potrà essere utilizzata quando sarà reperibile sul mercato. Intanto si può usare anche lo SPID professionale. Lo SPID di tipo 2 riporta esclusivamente il nome dell’Azienda. In ogni caso, nella fase di sperimentazione, l’accesso può avvenire anche con lo SPID – persona fisica.